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Bene i Btp, il Tesoro ridurrà le emissioni

ROMA — Debito pubblico: l’emergenza non sembra più così pressante. Lo assicura Maria Cannata, il dirigente del Tesoro che ne ha la responsabilità di gestione, anche quotidiana. «Non siamo lontani» da una stabilità dei rendimenti, spiega la signora aggiungendo che quelli attuali sono «accettabili e gestibili» e che, per quest’anno, le necessità di fabbisogno sono ormai quasi terminate, visto che è stato superato il 90% del «funding». E il 2013 è letto come «un anno normale, che non ci preoccupa». Oltretutto il Tesoro intende ridurre le emissioni: ben 60 miliardi in meno . Anche ieri l’asta dei Btp è andata «benissimo, malgrado i dubbi», spiega Cannata. In cifre: 7 miliardi di titoli a 5 e 10 anni collocati con tassi in netto calo, rispettivamente al 3,80% (da 4,09) e al 4,92% (da 5,24%), ai minimi da maggio 2011 e domanda in crescita per entrambe le scadenze.
Meglio così. Soprattutto se si considera che, secondo l’analisi della cancelliera Angela Merkel, del responsabile dell’Fmi, Christine Lagarde e del capo dell’Ocse, Angel Gurria, la ripresa globale «resta incerta», la fiducia degli investitori e dei risparmiatori «non è tornata ai livelli pre-crisi» e dunque servono «riforme strutturali e di protezione sociale » per incentivare la crescita e la competitività. Merkel in particolare, dopo un bilaterale con la signora Lagarde, promette che il suo paese «vuole promuovere il consumo interno per dare un contributo anche all’Eurozona». Il numero uno del Fmi sollecita i governi tutti a proseguire lungo la strada del consolidamento dei conti pubblici.
In questo contesto, che il ministro dell’economia Vittorio Grilli definisce «molto delicato», lo spread italiano continua a collocarsi a quota 351, sensibile com’è all’incertezza politica che aumenta con l’approssimarsi delle elezioni. Il premier Monti, parlando al World economic forum, si rivolge direttamente «ai politici che governeranno il paese » con un messaggio che suona così: «Politiche giuste non fanno perdere consensi». Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, nella stessa occasione, auspica più investimenti in capitale umano per uscire dal tunnel. Ma gli operatori restano cauti. I loro occhi sono incollati alle scelte dei vari governi, italiano incluso, quelle sulla cui base si muovono le aspettative e dunque anche gli spread e le Borse. Così, Piazza Affari chiude gli scambi con un guadagno dell’1,12% grazie soprattutto ai risultati dell’asta di Btp. Le altre Borse Ue pure sono positive, confortate da alcuni dati macro, come quello sull’economia spagnola che nel terzo trimestre ha perso lo 0,3%, meno del previsto, pur restando lo spread iberico oltre quota 400. Ma all’orizzonte resta il caso Grecia. Il premier Samaras comunica l’avvenuto accordo con la troika ma subito il leader socialista Venizelos definisce il suo annuncio «sconsiderato». Più tardi cercherà di ridimensionare i toni: «Concluse le discussioni» con gli esperti di Fmi, Bce e Ue «ora c’è la fase delle trattative politiche interne», sono le sue parole. Il risultato è che il governo greco è diviso e pure traballante, in queste ore alle prese con un delicato voto parlamentare sulle privatizzazioni, considerate centrali dalla troika.

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