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Bene anche le entrate fiscali da gennaio rialzo del 3,1% +10% dalla lotta all’evasione

ROMA — Profumo di ripresa dalle entrate tributarie: nei primi sei mesi del 2013 crescono del 3,1% rispetto allo stesso periodo del 2012, un aumento corrispondente a 5.898 milioni. Abbastanza per far dire al ministero dell’Economia che «nonostante il 2013 si fosse aperto con un marcato deterioramento del quadro congiunturale, la dinamica delle entrate erariali suggerisce un percorso di graduale stabilizzazione». Sull’aumento delle entrate ha inciso sicuramente l’esito favorevole della lotta all’evasione: dall’attività di accertamento e controllo arrivano 3.655 milioni di euro, 329 milioni in più rispetto allo scorso anno, più 9,9%. Un risultato che conferma «l’efficacia dell’azione di contrasto».
Guardando al quadro generale delle entrate, fa ben sperare anche il rallentamento della flessione del gettito dell’Iva sugli scambi interni, che nell’ultimo periodo aveva avuto un andamento negativo, di pari passo con i consumi. Tuttavia, segnala il Tesoro con particolare soddisfazione, a giugno emerge «per la prima volta, dopo la flessione osservata nei primi cinque mesi dell’anno, un’inversione di tendenza»: infatti si registra una crescita del 4,5%, corrispondente a 291 milioni di euro. Un dato che tenderebbe a consolidarsi: infatti, qualche giorno fa il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha detto che «sulla base di informazioni preliminari, il gettito dell’Iva sugli scambi interni sarebbe aumentato anche a luglio». Un buon segnale in un quadro ancora fosco: l’aumento generale del gettito del periodo gennaio-giugno 2013 infatti «riflette l’aumento delle imposte dirette, pari a 110.482 milioni di euro (+8,7%) e la riduzione delle imposte indirette che risultano pari a 86.547 milioni di euro (—3,2%)». A proposito di Iva, l’Agenzia delle Entrate comunica che nelle prossime settimane oltre 3.000 imprese, artigiani e professionisti riceveranno il rimborso di crediti per un importo di circa 500 milioni di euro.
In dettaglio, il gettito Irpef cresce del 2,5% (+2.002 milioni di euro) grazie soprattutto agli incrementi delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (+3,9%) e ai versamenti in autoliquidazione (+90,3%). In lieve flessione invece le ritenute sui redditi dei dipendenti del settore privato (—0,4%) e dei lavoratori autonomi (—6,3%). Crescita significativa per l’Ires: più 35,3% (+3.465 milioni di euro). Più 23% per l’imposta sostitutiva su ritenute, interessi e altri redditi di capitale, in crescita anche l’imposta sostitutiva sui redditi di capitale e sulle plusvalenze (+844 milioni), l’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione (+440 milioni) e l’imposta sostitutiva sulle riserve matematiche dei rami vita (+808 milioni).
La flessione del gettito Iva nel semestre riflette, oltre alla riduzione del gettito legato alla componente scambi interni, quella del prelievo sulle importazioni (—22,3%). Per via del calo dei consumi scendono il gettito dell’imposta di fabbricazione sugli oli minerali (—2,5%, pari a — 274 milioni di euro), il gettito dell’imposta di consumo sul gas metano (—1,6%, 30 milioni di euro in meno). In calo anche le entrate relative ai giochi: meno 1,9% (—126 milioni). In crescita significativa solo l’imposta di bollo, più 37,4% (+1.340 milioni).
Sulla riduzione del gettito dell’imposta sul consumo dei tabacchi ( — 6,5%, 350 milioni di euro in meno) si registra una polemica tra il ministero dell’Economia, che sottolinea come sia «legata in parte al calo dei consumi determinato dalla diffusione delle sigarette elettroniche», e i produttori e rivenditori della e-cig, che in un comunicato si dicono «attoniti » per gli attacchi al settore, uno dei pochi in crescita in Italia».

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