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Ben Ammar: Telecom venderà La7 E in Egitto compra On Tv da Sawiris

Non è La7. Tarak Ben Ammar smentisce le speculazioni della vigilia e a sorpresa ieri ha annunciato a Milano l’acquisto attraverso la controllata italiana Prima Tv dell’egiziana On Tv. C’è però un filo sottile che collega l’operazione alle vicende di Telecom Italia, di cui Ben Ammar è consigliere. On Tv è di Naguib Sawiris, l’ex patron di Wind che nelle scorse settimane ha bussato alla porta del gruppo telefonico con 3 miliardi per sottoscrive un aumento di capitale. «Ha fatto un’offerta per iscritto a Telco e poi a Telecom — ha raccontato Ben Ammar — e il presidente Franco Bernabè l’ha portata in un consiglio che l’ha discussa». «Su un aumento di capitale — ha aggiunto — nessuno è contrario, neanche Telco».
Nei giorni scorsi Sawiris ha fatto sapere che 70 centesimi sarebbe il prezzo giusto per le nuove azioni Telecom. Meno della metà degli 1,5 euro a cui Telco ha in carico la partecipazione. Una mossa negoziale. «La porta non è aperta nè chiusa» ha detto Ben Ammar, il quale è «convinto che Sawiris, prima di cacciarlo via, vada ascoltato».
Sul tavolo del board Telecom oggi ci saranno anche i dossier sulla vendita de La7 e sull’assetto della rete. In un’intervista a «Les Echos» ieri Bernabè ha detto che «il cda avrà tutti gli elementi in mano per prendere una decisione» sul futuro dell’infrastruttura, sottolineando che Opeanreach, la separazione funzionale decisa da British Telecom, è «un precedente interessante». C’è tuttavia chi spinge per una scelta più incisiva. Ieri il presidente della Cdp, Franco Bassanini, che aveva avviato con Telecom una trattativa, ha rinnovato la disponibilità. «Occorre creare le condizioni di una sinergia virtuosa — ha spiegato —, di una collaborazione tra i pochi investitori a lungo termine, e la Cassa è uno di questi», e investitori stranieri in modo da «unire le forze con gli operatori per finanziare l’investimento».
Tornando a La7, Ben Ammar ha osservato che la vendita, su cui «avevamo già tutti votato» non può essere rinviata. «Quest’anno — ha spiegato — La7 perderà circa 120 milioni e non possiamo permetterci di tenerla». Gli advisor, Mediobanca e Citi, dovrebbero aver ricevuto le proposte di Clessidra-Equinox e di Cairo. «Forse ne arriverà una terza» ha anticipato Ben Ammar. Il quale non si è fatto avanti per La7 un po’ per «motivi di etica» (è consigliere di Telecom e Mediobanca) ma soprattutto perché «tre differenti gestioni non sono riuscite a portarla in pareggio. Non posso farcela io che sono “piccolo”». Però crescere nei media in Italia, dove ha già una buona presenza, gli interessa: «Se ci sarà l’asta delle frequenze sarò uno dei “bidder”».

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