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Bellezza, la filiera del made in Italy accelera all’estero

BOLOGNA. Con 250mila visitatori e 2.510 espositori da 150 Paesi si è chiusa ieri a Bologna la 49esima edizione di Cosmoprof, la fiera internazionale della cosmesi che incorona Bologna capitale mondiale di un made in Italy spesso sottovalutato. Eppure le 1.200 imprese della nostra industria cosmetica sono una forza non solo in patria, dove danno lavoro a 35mila addetti diretti (220mila con la filiera) e generano oltre 10 miliardi di ricchezza, ma anche oltreconfine, dove si stanno facendo largo a passo spedito. Lo racconta l’exploit dell’export, cresciuto nel 2015 del 14,3% oltre quota 3,8 miliardi, con un surplus della bilancia commerciale superiore ai 2 miliardi e un peso sul fatturato complessivo in costante ascesa. Così come all’estero, dagli Stati Uniti all’Asia, sta crescendo rapidamente Cosmoprof.
Internazionalizzazione dell’industria cosmetica italiana e di Cosmoprof avanzano dunque a braccetto, «una sinergia vincente tra un made in Italy e la sua fiera che sarebbe da replicare in altri settori», commenta Fabio Rossello, presidente di Cosmetica Italia, l’associazione confindustriale di settore. Un comparto che ha navigato indenne gli anni della crisi e dopo aver chiuso un 2015 oltre le attese (+6,6%), stima di poter crescere quest’anno di un altro 5 per cento. Sempre al traino dei mercati esteri, «dove prevediamo di incrementare le vendite di un ulteriore 10% (contro il +1,5% in Italia), non solo in Europa, che resta il nostro bacino di riferimento, ma anche in Estremo e Medio Oriente», afferma Rossello.
«La vera novità di Cosmoprof – sottolinea Duccio Campagnoli, presidente uscente di BolognaFiere – è che è una rassegna che non smette di crescere e senza presunzione possiamo dire di averla fatta diventare la più grande fiera italiana nel mondo e la piattaforma più importante per l’industria cosmetica, italiana e mondiale, con le edizioni di Las Vegas e Hong Kong. Una formidabile impresa internazionale da oltre 60 milioni di ricavi annui», che porta in dote all’expo bolognese anche una forte redditività.
L’edizione 2016 di Cosmpoprof ha registrato per la prima volta anche un overbooking dei 110mila mq netti di area espositiva, tanto da aver aggiunto 20mila mq di strutture esterne. In aumento di 5,5 punti, rispetto al 2015, gli espositori. In lieve crescita anche i visitatori (250mila, erano stati 248mila l’anno scorso) anche se le attese iniziali erano superiori, alla luce del +15% di registrazioni online, rispetto a un anno fa, raccolte prima che la kermesse aprisse i battenti. E sono cresciuti tutti i nuovi settori, dal “green”, con il +22% di espositori, a Cosmopack (sezione dedicata alla filiera industriale) +5,4% con 21.900 visitatori professionisti, fino all’area Extraordinary Gallery, dove le aziende di nicchia e i prodotti all’avanguardia hanno messo a segno un +40 per cento.
Ora l’attenzione si sposta ad Hong Kong. Chiusa l’edizione bolognese il team di di Sogecos (la società del gruppo Bologna Fiere che organizza Cosmoprof e Cosmofarma) sta già lavorando alla 21esima puntata di Cosmoprof Asia, che lo scorso anno ha richiamato oltre 63mila visitatori da 119 Paesi e 2.500 aziende espositrici. «Nella prossima edizione saranno raddoppiati gli spazi, associando alla sede accanto alla baia la nuova area del quartiere fieristico vicino all’aeroporto, disegnato da Renzo Piano», conclude Campagnoli.

Ilaria Vesentini

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