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Bei, record di prestiti per 11,4 miliardi

E’ tutto pronto per il primo project bond italiano da 800 milioni di euro reso possibile dalle modifiche normative introdotte dal decreto Sblocca Italia, approvato in novembre. Entro fine febbraio saranno sciolti gli ultimi incagli burocratici che consentiranno all’emittente Concessioni autostradali venete (Cav), gestore del passante e tangenziale di Mestre di rifinanziare parte del debito da un miliardo. Un’operazione che ha subìto molti ritardi (si veda Il Sole 24 Ore del 26-09-2014), ma ora è pronta per il lancio come annunciato dalla Banca europea per gli investimenti (Bei) durante la presentazione della sua attività in Italia: sarà l’istituto europeo, infatti, a garantire parte dell’emissione per 160 milioni di euro. Un impegno che si aggiunge ai finanziamenti per 11,4 miliardi erogati in Italia nel 2014, anno record per volumi finanziati, +0,4% sul 2013. Cifre che si aggiungono al volume dei progetti finanziati per 27 miliardi (+4%) che porta il totale degli impieghi in Italia a 67,3 miliardi (+2,6%).
Risultati «straordinari», li ha definiti il vicepresidente della Bei, Dario Scannapieco, sottolineando come «dallo scoppio della crisi nel 2008, la Bei ha effettuato nuovi prestiti in Italia per 63 miliardi, che hanno attivato circa 180 miliardi di investimenti». Sempre nel periodo 2008-2014, la Bei ha finanziato circa 77mila piccole e medie imprese (Pmi), di cui 6.700 solo nel 2014. Proprio a questa categoria è andata la metà dei finanziamenti in Italia del 2014, ovvero 5,1 miliardi, mentre la parte rimanente delle attività ha finanziato grandi aziende per progetti strategici in R&S, nella lotta al cambiamento climatico, per lo sviluppo della banda larga e per l’ammodernamento delle infrastrutture. Ne hanno beneficiato tra gli altri Chiesi e Bracco, l’università Bocconi di Milano e quella di Trento, M4 di Milano, Enel Hydropower, Telecom Italia. Nell’elenco anche operazioni innovative come il riavvio delle cartolarizzazioni bancarie, effettuate insieme a Creval, Popolare di Bari, Unicredit e Bcc; il lancio del primo Abs (asset backed securities) in Italia con le banche di credito cooperativo (Iccrea); il lancio della prima cartolarizzazione a favore di un gruppo di utility del Veneto (Hydrobond). «In un momento in cui gli impieghi delle banche si stanno contraendo – ha aggiunto Scannapieco – la Bei sta facendo l’impossibile per agire in modo anticiclico». Sulle misure necessarie per fare ripartire l’economia il vicepresidente della Bei si è detto d’accordo con il presidente della Bce, Mario Draghi, quando afferma che per far ripartire l’economia il quantitative easing deve essere accompagnato da politiche fiscali e riforme strutturali. «È evidente – ha concluso – che la ripresa non può basarsi solo su strumenti di politica monetaria ma servono anche stimoli fiscali e una maggiore attrattività per chi investe che si realizza con le riforme strutturali».

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