Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bei crede al Made in Italy

Per superare il credit crunch che dal 2008 ha colpito il Vecchio continente e la cui onda lunga ha travolto anche il primario, la Banca europei per gli investimenti (Bei) ha sbloccato nel 2015 circa 450 mln di euro, dedicati alla sola agricoltura italiana, per la concessione di prestiti a tassi di favore.

Una prima assoluta per il comparto nostrano, che dispiegherà i suoi effetti nei prossimi mesi. Si tratta di fondi che, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, la Bei potrebbe anche aumentare del 10-20% nei prossimi anni. E che hanno la funzione di confinanziare il rischio d’investimento che le banche italiane si assumono erogando credito agli agricoltori. Il tutto è partito con un memorandum di intesa. Firmato nel luglio 2014 dall’allora Commissario europeo all’agricoltura Dacian Ciolos e dai vertici della Banca europea degli investimenti, il documento prevedeva assistenza, strumenti finanziari e prestiti per aumentare la capacità di investimento di Stati, Regioni e banche agricole per progetti nell’ambito dei piani di sviluppo rurale. L’approccio, già utilizzato dalla Bei per altri fondi europei, con l’approdo nel settore agricolo è una duplice scommessa. Da un lato, l’istituzione finanziaria dell’Ue inizia a guardare all’agricoltura, avviando un gruppo di lavoro insieme alla Commissione europea per trovare soluzioni adatte a un settore economico vitale ma difficile da affrontare con gli strumenti finanziari tradizionali, per via della sua endemica frammentazione e delle grandi differenze territoriali. Dall’altro lato, alle aziende agricole (e alle autorità pubbliche) si chiede di cambiare visione, di passare da una mentalità basata sugli aiuti a una incentrata sugli investimenti, dal sostegno garantito al reddito a un’imprenditorialità orientata al progetto.

Mentre si continua a lavorare sullo sviluppo rurale, il cambio di marcia della Bei si è già tradotto in interventi specifici per l’agricoltura italiana. Il primo, come detto, è stato una linea di finanziamento da 400 milioni di euro per sostenere le aziende agricole, della Penisola annunciata nel maggio 2015 dal vicepresidente Bei Dario Scannapieco. Come da prassi del sostegno Bei alle imprese piccole e medie, non si tratta di erogazioni dirette alle aziende, quanto di risorse messe a disposizione delle banche e intermediari che provvedono a finanziare gli investimenti delle aziende agricole. Con questa iniziativa Banca Intesa (150 milioni), Ubi (50 milioni), Bper (100 milioni) e Unicredit (100 milioni) hanno sottoscritto impegni con la Bei per prestiti a tassi di favore all’agricoltura per investimenti materiali e immateriali, ma anche forme di sostegno al capitale circolante. A quanto pare l’iniziativa è stata un successo, con un forte intesse manifestato dagli istituti di credito. Condizioni che potrebbero presto portare all’aumento delle risorse Bei impegnate in questo tipo di interventi.

Nel gennaio 2016, il consiglio d’amministrazione della Banca ha dato il disco verde a un’ulteriore linea di credito da 50 milioni per Ismea a sostegno di start-up e ampliamento delle imprese dei giovani agricoltori. Mancano solo gli ultimi dettagli e l’intervento che favorisce prestiti a lungo termine per gli under 40, anche su 15 anni, sarà pronto. Avanza anche il lavoro per l’assistenza tecnica che la Bei metterà a disposizione di Regioni e Stati, per la parte relativa alla gestione degli strumenti finanziari. Il cambio di mentalità presuppone due elementi da non dare per scontati: il primo, la capacità delle amministrazioni pubbliche di gestire meccanismi finanziari; il secondo è la competenza (non solo delle istituzioni) sulle specificità del rischio di investimento in agricoltura.

Angelo Di Mambro

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Parla il managing partner dello Studio Chiomenti: "Il numero di operazioni è in forte aumento già...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Rischio paralisi. Perché quel che accade a Berlino si riflette direttamente a Bruxelles. Il probab...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I sindacati ripartono dalla lettera del primo settembre. Quella inviata al premier Draghi in cui i ...

Oggi sulla stampa