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Bce, il vice Draghi sarà de Guindos L’appoggio di Berlino e Parigi

Per la prima volta un politico può passare direttamente dal governo al vertice della Banca centrale della zona euro, un organismo tecnico indipendente. All’Eurogruppo dei 19 ministri finanziari, a Bruxelles, l’Irlanda ha ritirato la candidatura del governatore della sua banca centrale, Philip Lane, e il discusso ministro delle Finanze spagnolo di centrodestra, Luis de Guindos, sostenuto dalla Germania, è diventato l’unico designato a vicepresidente della Bce, da approvare al Consiglio dei capi di governo il 22 marzo prossimo.

Nell’Europarlamento, dai socialisti ai verdi, l’hanno contestato come un attacco all’indipendenza dell’Eurotower, dove il presidente Mario Draghi ha potuto attuare una politica monetaria spesso contrastata da Berlino. L’asse francotedesco ha di fatto imposto alla Bce la sua tendenza a trasformare in banchieri centrali, in Patria, politici e consulenti fidati del governo. Dovrebbero completare il disegno un tedesco e una francese (si parla di Jens Weidmann e Sylvie Goulard), quando scadranno Draghi e due membri del direttorio, il belga Peter Praet e il francese Benoit Coeurè.

De Guindos si è difeso promettendo «la difesa dell’indipendenza della Bce». Ma sono emersi anche dubbi di conflitto di interessi perché — per la prima volta — l’Eurogruppo ha scelto un suo membro, mentre prima selezionava esterni per l’Eurotower. De Guindos ha potuto negoziare per mesi con i colleghi che dovevano decidere. Il tutto è avvenuto nella segretezza dell’Eurogruppo, che opera «a porte chiuse».

Lane è molto più preparato. Lo ha confermato la commissione Econ dell’Europarlamento, dopo un’audizione anche con de Guindos, risultato senza competenza operativa di politica monetaria (materia di base per un banchiere centrale). L’Irlanda ha verosimilmente negoziato un baratto (Lane potrebbe subentrare a Praet). Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan del Pd, che si era riservato di decidere sui candidati in extremis, ha approvato. Per l’Italia, dopo aver perso l’Agenzia Ue per il farmaco (Ema) a Milano, è un’altra sconfitta. De Guindos è stato un fedelissimo del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble, sostenitore delle misure di austerità e oggi alla guida del Parlamento di Berlino. Francia e Olanda lo hanno appoggiato per la Bce dopo che il governo di Madrid ha dato il suo voto decisivo per far trasferire a Parigi l’Autorità bancaria e ad Amsterdam l’Ema. La nomina di uno spagnolo (in quanto di un Paese del Sud) rende più difficile un italiano nel vertice Bce del dopo Draghi. Soprattutto se una delle prossime tre nomine fosse promessa all’Irlanda.

Ivo Caizzi

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