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Bce unanime su nuove misure

La Banca centrale europea ha iniziato la preparazione a nuove misure di stimolo, se quelle annunciate nei mesi scorsi e in via di attuazione non dovessero bastare, o se le prospettive d’inflazione e di crescita nell’area euro dovessero peggiorare ulteriormente. Il Consiglio ha dato mandato allo staff della Bce e agli esperti delle banche centrali nazionali di avviare prontamente i lavori preparatori. Le misure addizionali potrebbero includere l’acquisto di obbligazioni societarie e di enti sovranazionali, ma soprattutto il più controverso acquisto di titoli del debito pubblico.
L’annuncio del presidente Mario Draghi, alla conferenza stampa di ieri, è stato sottoscritto all’unanimità dal Consiglio, che si aspetta che il bilancio della Bce risalga ai livelli del marzo 2012, quindi con un’espansione di circa mille miliardi di euro rispetto ai livelli attuali. Questo, ha detto Draghi, dovrebbe consentire di riavvicinare l’inflazione, oggi allo 0,4%, all’obiettivo di stare sotto, ma vicino al 2%. «Dovesse rendersi necessario affrontare ulteriormente il rischio di un periodo troppo prolungato di bassa inflazione – ha detto Draghi – il consiglio è unanime nell’impegno a usare strumenti non convenzionali addizionali all’interno del suo mandato».
L’inserimento esplicito di una cifra precisa per l’espansione del bilancio, che, ha ricordato Draghi, è legata all’aumento delle aspettative d’inflazione, l’avvio della preparazione tecnica e la sottolineatura dell’unanimità contribuiscono a un segnale forte ai mercati sulla determinazione della Bce ad agire. Il riferimento alla lezione della Banca del Giappone, che di recente ha varato un massiccio programma di acquisto di titoli pubblici, è altrettanto significativo.
A dicembre la Bce rivedrà al ribasso le sue previsioni di settembre su inflazione e crescita nell’eurozona, come hanno già fatto altre organizzazioni internazionali ed economisti del settore privato, il che fornirà un ulteriore elemento a favore di un’altra dose di stimolo. Ricordando che l’economia ha perso spinta dall’estate, Draghi ha osservato: «Sappiamo che i rischi sono al ribasso».
Il presidente della Bce si è detto fiducioso che le misure già annunciate raggiungano l’obiettivo sperato: si tratta degli acquisti, che continueranno per i prossimi due anni, di obbligazioni bancarie garantite (covered bond), appena iniziati, e di quelli di titoli cartolarizzati (Abs), che partiranno a novembre, oltre alla concessione di prestiti quadriennali a bassissimo costo alle banche (Tltro) mirati al finanziamento dell’economia reale. A ogni buon conto, la Bce si tiene pronta ad agire di nuovo. La maggior parte degli economisti di mercato tuttavia ritiene che queste misure non siano sufficienti ad assicurare un aumento di mille miliardi del bilancio della Bce. Draghi ha detto di confidare che sia il mercato dei covered bond sia quello degli Abs (quelli acquistabili dalla Bce sono ora rispettivamente 600 e 400 miliardi di euro) possano espandersi notevolmente per la sola presenza della Bce come acquirente, anche se parte dei volumi eleggibili saranno mantenuti sui propri libri dalle banche. Jörg Krämer, capo economista di Commerzbank, stima che manchino 750 miliardi per raggiungere l’espansione voluta, considerati anche i rimborsi in arrivo delle Ltro passate. Secondo diverse fonti di mercato, il prossimo passo della Bce dovrebbe essere l’allargamento degli acquisti alle obbligazioni societarie, un mercato da circa 1.400 miliardi di euro, e in un secondo tempo, e solo in caso di un netto peggioramento dei dati economici, del debito pubblico. «È dentro il nostro mandato se non si tratta di finanziamento monetario dei deficit pubblici», ha detto ieri Draghi rispondendo a obiezioni soprattutto di fonte tedesca.
In Germania viene spesso affermato anche che l’acquisto di Abs può trasformare la Bce in una “bad bank”, un contenitore di titoli tossici. Draghi ha ribattuto ieri che i titoli che la Bce intende acquistare hanno un tasso di default dello 0,1% per quanto riguarda quelli basati sui mutui immobiliari (Rmbs) e dello 0,04% per quelli creati da credito al consumo. Non vanno confusi con i titoli strutturati Usa, che hanno accusato default del 18,4%, ma includevano i mutui subprime. Niente del genere in Europa, ha insistito il presidente della Bce. Draghi conta anche sul fatto che, mentre il bilancio della Bce si espanderà, quello di Federal Reserve e Banca d’Inghilterra si contrarrà nei prossimi mesi, favorendo il calo dell’euro.
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