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Bce terrà i tassi ai minimi. Le Borse volano

BERLINO — Mario Draghi fa tornare il beltempo sui mercati, conferma il basso costo del denaro nell’eurozona per un periodo ancora lungo, non esclude tassi negativi in futuro, dice che il Portogallo «è in mani sicure». E i mercati si scrollano di dosso la paura: Milano guadagna il 3,44 per cento, Francoforte il 2,11%, Parigi il 2,9%, Londra il 3,08%, stimolata anche dalle dichiarazioni del governatore della Banca d’Inghilterra, molto simili a quelle di Draghi. Parallelamente, gli spread si sono ridotti: quello italiano è sceso a 274 punti.
Il presidente della Banca centrale europea è riuscito, ancora una volta, a rassicurare gli operatori sulle scelte di politica monetaria e soprattutto sulla volontà di aiutare l’eurozona a ritrovare la strada della crescita. Per la prima volta, Draghi ha tracciato una linea per il futuro: «I tassi resteranno all’attuale livello o a un livello più basso per un ragionevole periodo di tempo.
La politica resterà accomodante finché sarà necessario». Non bisogna pensare che questo significhi 6 o 12 mesi: «Significa solo un ragionevole periodo di tempo». Ma il presidente ha tenuto anche a precisare due cose importanti: la decisione «è senza precedenti» ed è stata adottata all’unanimità. E questo vuol dire che anche l’arcigno presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ha approvato l’impegno a praticare una politica monetaria accomodante. Una scelta, ha detto ancora Draghi, che non è stata fatta in funzione delle azioni condotte da altre banche centrali. É piuttosto la situazione economica a richiedere un basso costo del denaro. Certo, c’è un miglioramento degli indici di fiducia, ma l’economia reale resta “debole”, la dinamica monetaria “modesta” e la ripresa è attesa a fine anno e nel 2014.
L’orientamento della Bce sarà governato da tre criteri: le prospettive inflazionistiche a medio termine, che per il momento sono contenute; la crescita economica; la crescita della massa monetaria e dei crediti al settore privato. Il tasso base della Bce resta per il momento allo 0,5 per cento, in futuro si vedrà: Draghi ha detto che 50 punti base non sono «la soglia minima» e ha rivelato che alcuni governatori hanno accennato all’idea di un ribasso.
Il presidente della Bce ha anche ripetuto che l’Omt, cioè l’acquisto di titoli di Stato da parte della banca centrale, «è pronto ad essere attivato», al tempo stesso ha però ribadito che lo scudo anti-spread non si sostituisce alle azioni dei governi e alle riforme strutturali. Quanto al Portogallo, Draghi ha parlato di sforzi “dolorosi” e di ottimi risultati e non ha esitato ad elogiare la nuova ministro delle Finanze, Maria Luis Albaquerque.
Secondo alcuni analisti, la Bce ha fatto un passo avanti “audace”, indicando una prospettiva di politica monetaria su un periodo lungo, dimostrandosi attenta a due indicatori macroeconomici, la crescita e la disoccupazione: «Una mini-rivoluzione », secondo gli economisti della tedesca Berenberg Bank.
Durante la sua conferenza stampa, Draghi non ha perso l’occasione per difendere l’operazione sui derivati compiuta dall’Italia alla fine degli anni ‘90, quando lui stesso ricopriva la carica di direttore generale del Tesoro. «Non è una notizia nuova», ha dichiarato, sottolineando che l’operazione venne approvata dalla Commissione europea e da Eurostat. I conti erano conosciuti, ha aggiunto, l’operazione non
serviva ad abbellirli.

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