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Bce taglia i tassi e compra titoli la mossa di Draghi per la ripresa Borse, euro e spread festeggiano

Mario Draghi è passato all’azione, con più energia del previsto, e i mercati applaudono. Le Borse volano, l’euro sotto 1,30 per dollaro (dato favorevole all’export), lo spread Btp-Bund scende a 138 punti. Scelte dure, adottate con il coraggio di rinunciare all’unanimità: «Non siamo stati tutti d’accordo», ha detto il presidente della Banca centrale europea annunciando gli interventi.
Ovvero il taglio dei tassi dell’eurozona al minimo storico (da 0,15 a 0,05) e il programma di massicci acquisti, da ottobre, di titoli Abs e obbligazioni garantite, per sostenere con nuova liquidità le banche che hanno concesso crediti a famiglie e imprese. Non è il quantitative easing che riverserebbe moneta fresca sull’economia comprando massicciamente bond e titoli di Stato. Ma è in una certa misura un passo in quella direzione e che intanto permette di guadagnare tempo.
Facile indovinare chi abbia detto no nel consiglio direttivo: il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, scrive il sito del quotidiano Die Welt.
Francoforte non conferma ma nemmeno smentisce. «Abbiamo preso queste decisioni, seppure non unanimi, perché abbiamo visto movimenti al ribasso di tutti gli indicatori delle aspettative inflazionistiche», ha spiegato Draghi in conferenza stampa. L’inflazione secondo la Bce resterà bassa per un periodo di tempo prolungato, mentre il ritmo di crescita nell’eurozona si è indebolito. Dunque non solo il taglio del tasso di riferimento, ma anche – da ottobre – un programma di acquisto di covered bond e di Asset backed Securities (Abs), operazioni che «avranno un impatto considerevole» sul bilancio dell’Eurotower. La Bce non fornisce cifre ufficiali sull’ammontare dell’offensiva di acquisti, ma si parla di di un ammontare di 500 miliardi di euro.
Immediate le reazioni dei mercati: l’euro è sceso ai minimi dell’anno sul dollaro, poco sotto quota 1,3, lo spread tra titoli sovrani italiani e tedeschi è scivolato a138 punti, mentre anche i rendimenti dei titoli francesi e spagnoli hanno toccato i minimi storici. Le Borse europee hanno chiuso tutte in sostanzioso rialzo, con Piazza Affari in volo del più 2,82%, Francoforte a più 1,02%, Londra più 0,06% e Parigi più 1,65%. Il tutto mentre sul piano macroeconomico i dati di ieri confermavano le gravi differenze interne all’eurozona, tra la Germania dove gli ordini all’industria sono cresciuti a luglio del 4,6% dopo due mesi di calo, e la Francia dove la disoccupazione continua a salire, al 10,2%. E Jens Weidmann non è il solo in Germania a contestare “Supermario”: le scelte della Bce, ha detto uno degli economisti più autorevoli, il presidente dell’istituto Ifo, Hans-Werner Sinn, non serviranno a nulla. I mercati sembrano pensarla diversamente.
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