Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bce: «Sul salvataggio Bpvi e Veneto deciderà la Commissione europea»

La Banca centrale europea «ha già condiviso con la Commissione europea informazioni su Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza» e spetta alla Commissione “il ruolo guida” nel decidere sulla richiesta di ricapitalizzazione precauzionale delle due banche venete, ha detto ieri il capo della vigilanza bancaria della Bce, Danièle Nouy. La signora Nouy non ha però precisato se la valutazione formale della Bce sulla solvibilità delle due banche e i requisiti di capitale sia già stata inviata a Bruxelles. La richiesta della ricapitalizzazione precauzionale, che include l’utilizzo di fondi pubblici, è stata inviata dall’Italia solo pochi giorni fa.
Il piano include la possibilità di una fusione, ha ricordato la presidente dell’Ssm, il meccanismo unico di vigilanza sulle banche d’eurozona, e «dopo la ricapitalizzazione precauzionale e in questo contesto, c’è un piano che potrebbe essere discusso che potrebbe includere iniziative private». Solvibilità e requisiti di capitale dovranno essere valutati di nuovo dalla Bce dopo un’eventuale fusione.
Nella conferenza stampa annuale sull’attività dell’Ssm, la signora Nouy e la sua vice, Sabine Lautenschlaeger, che è anche membro del comitato esecutivo della Bce, hanno toccato più volte temi che riguardano il sistema bancario italiano, osservato speciale a Francoforte e sui mercati finanziari.
Sul caso Mps, la Bce ha già emesso la sua valutazione di solvibilità della banca e, ha detto la signora Nouy, tiene costantemente informata la Commissione sull’evoluzione della situazione, ma la decisione finale spetta a Bruxelles. “Sono fiduciosa che arrivi presto”, ha detto il capo dell’Ssm.
Per la vigilanza europea, i crediti deteriorati (Npl) “rimarranno una priorità fondamentale ancora per qualche tempo”. Nel rapporto annuale presentato la scorsa settimana, l’Ssm rileva che sono scesi di 54 miliardi di euro a 921 miliardi fra il terzo trimestre 2015 e lo stesso periodo 2016 e la loro incidenza è scesa dal 7,3% al 6,5%. In Italia però sono attorno al 16%. “In alcuni Stati membri – ha affermato la signora Nouy – rappresentano ancora un grave problema: pesano sulla redditività delle banche e ne limitano la capacità di finanziare l’economia”. La responsabile della vigilanza ha citato Unicredit fra gli istituti che hanno realizzato un’operazione di mercato significativa mirata alla pulizia del bilancio. “Sono fiduciosa – ha detto riferendosi all’intera eurozona – che la velocità nell’affrontare il problema accelererà”. Quanto alla possibilità di creare una “bad bank” europea per lo smaltimento degli Npl, suggerita dal presidente della European Banking Authority, Andrea Enria, il capo della vigilanza ha sostenuto che può servire a ridurre l’immagine negativa per chi deve disfarsi delle quantità più significative di crediti deteriorati e migliorare il potere negoziale dei venditori, in un mercato finora dominato dai compratori, e quindi anche il prezzo. Un ruolo cruciale ce l’hanno però anche i Governi che devono snellire le procedure e facilitare, anche con incentivi fiscali, la cessione degli Npl.
Per la signora Nouy è importante procedere sulla strada di un maggior concentrazione del sistema bancario europeo, anche con fusioni e acquisizioni all’interno dello stesso mercato ma soprattutto fra istituti di Paesi diversi. La frammentazione eccessiva (un problema evidente soprattutto in Germana e in Italia) comprime i profitti delle banche. La bassa redditività resta “un punto debole” degli istituti dell’eurozona.
Quanto agli effetti di Brexit sul sistema bancario, la signora Lautenschlaeger ha precisato che la Bce autorizzerà a operare nell’eurozona solo intermediari “dotati di adeguata patrimonializzazione e adeguata gestione” e non accetterà “scatole vuote” e non intende partecipare a una “corsa al ribasso” sulla regolamentazione.

Alessandro Merli

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sarà un’altra estate con la gatta Mps da pelare. Secondo più interlocutori, l’Unicredit di And...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«La sentenza dice che non è possibile fare discriminazioni e che chi gestisce un sistema operativo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un nuovo “contratto di rioccupazione” con sgravi contributivi totali di sei mesi per i datori di...

Oggi sulla stampa