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Bce stringe sui tempi degli aumenti

Le banche dell’area dell’euro alle quali verranno riscontrate carenze patrimoniali avranno due settimane di tempo per presentare i propri piani per ricapitalizzarsi dopo la pubblicazione da parte della Banca centrale europea, nella seconda metà di ottobre, dei risultati della valutazione approfondita dei 128 istituti più importanti. Le banche saranno informate dei risultati finali solo poco prima della loro comunicazione ai mercati (48 ore prima, secondo fonti bancarie), anche se già nei mesi di settembre e ottobre la Bce condurrà un dialogo con i singoli istituti per verificare i dati e approfondire gli esiti parziali preliminari del suo esame.
I piani di capitalizzazione verranno poi valutati dai gruppi di vigilanza congiunti della vigilanza unica (Ssm), che sarà esercitata dalla Bce a partire dal 4 novembre e che, per le grandi banche, ha già visto la nomina dei coordinatori. La loro attuazione, cui verranno concessi fra sei e nove mesi di tempo, sarà tenuta sotto stretta osservazione. Le carenze patrimoniali dovranno essere coperte con l’emissione di capitale primario di classe 1 (common equity tier 1, Cet1) per quanto riguarda le carenze emerse nell’esame della qualità degli attivi (Aqr) e negli scenari di base dello stress test. Le carenze riscontrate invece con lo scenario avverso della prova da stress potranno essere coperte anche con l’emissione di contingent capital. Le dismissioni di attivo e gli utili non distribuiti sono ammessi a certe condizioni.
In questi mesi, molte banche, compresi diversi istituti di credito italiani, hanno già intrapreso azioni per rimettere ordine nei bilanci, da aumenti di capitale a dismissioni di attivi, per oltre 100 miliardi di euro negli ultimi 12 mesi, secondo quanto ha dichiarato il presidente del Consiglio di vigilanza della Bce, Danièle Nouy, in un’intervista al Sole 24 Ore dell’11 luglio scorso. Questi interventi saranno pubblicati congiuntamente ai risultati della valutazione approfondita (che si base sui dati di bilancio a fine 2013) e se ne terrà conto al momento di approvare i piani di ricapitalizzazione. «Molto è già stato fatto – ha detto ieri il vicepresidente della Bce, Vitor Constancio – per attuare interventi correttivi sui bilanci ed è incoraggiante constatare che questo lavoro sta proseguendo».
La Bce ha pubblicato ieri lo schema di sei pagine per la presentazione dei risultati finali. Lo schema per ogni singola banca presenterà un quadro generale dei principali dati finanziari, i riscontri dettagliati dell’esame della qualità degli attivi e dello stress test, nonchè informazioni aggiuntive di rilievo come appunto le operazioni sul capitale effettuate nei primi nove mesi del 2014 e l’indice di leva finanziaria.
Martedì scorso, le banche hanno presentato i risultati preliminari dello stress test da loro elaborati. Questi verranno ora verificati dagli esperti guidati a livello centrale dalla Bce. L’Eurotower sta ora lavorando all’integrazione degli esiti dell’Aqr nello stress test, esercizio che non era stato compiuto nelle precedenti prove di stress europee, considerate non sufficientemente rigorose. La metodologia di questa integrazione sarà resa nota a metà agosto.
«La Bce – ha detto ieri la signora Nouy – ha interagito in modo molto trasparente con le banche e intende fornire ai mercati e agli altri operatori quanti più dettagli possibile sui progressi conseguiti nella valutazione approfondita e sulla conclusione del processo». Le banche saranno chiamate a presentare note esplicative delle proprie decisioni, delle quali le autorità di vigilanza terranno conto.
Fra le informazioni finali che verranno pubblicate a ottobre ci sono le sofferenze e gli accantonamenti, calcolati in modo standardizzato, e le multe ricevute a causa di comportamenti illeciti (recentemente è scoppiato il caso della multa comminata a Bnp Paribas dalle autorità degli Stati Uniti). La maggior trasparenza sui conti delle banche, con la pubblicazione di una quantità senza precedenti di dati, dovrebbe consentir loro di guadagnare il favore dei mercati, dai quali sono state penalizzate rispetto alle banche Usa, come ha ricordato la signora Nouy nella sua intervista al Sole 24 ore. Gli Stati Uniti hanno condotto stress test periodici sulle banche fin da subito dopo la crisi finanziaria globale.

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