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Bce, si allontana il tetto sui bond

Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, annuncerà oggi il piano di acquisti di titoli dei Paesi periferici, che ha l’obiettivo di abbassare i rendimenti sul debito, soprattutto spagnolo e italiano, ma molti dettagli resteranno non specificati per lasciare all’Eurotower la libertà di azione che consenta di intervenire con maggiore efficacia. Questo potrebbe causare una reazione negativa dei mercati, che in queste settimane si sono mossi nell’aspettativa di un’azione decisa della Bce e di un annuncio dettagliato. Draghi è inoltre alle prese, dalla cena di ieri sera con gli altri 21 componenti del consiglio della Bce, con il difficile compito di conciliare posizioni che in qualche caso, soprattutto per quanto riguarda la Bundesbank, restano distanti.
Il risultato più probabile è che il piano – che prenderà il via solo dopo la richiesta dei Paesi interessati e la loro accettazione di condizioni di politica economica, e naturalmente dopo l’approvazione da parte della Corte costituzionale tedesca, mercoledì prossimo, del fondo salva-Stati Esm, che dovrebbe agire a fianco della Bce – preveda acquisti di titoli di Stato fino a 3 anni e che non godano di uno status privilegiato rispetto ai creditori privati in caso di ristrutturazione del debito (come è avvenuto invece nel caso Grecia), per non scoraggiare gli investitori.
È probabile che la Bce opti per sterilizzare gli acquisti di titoli, riassorbendo quindi la liquidità creata, in modo da minimizzare il rischio d’inflazione, paventato soprattutto dai tedeschi. È invece oltremodo improbabile che fissi un tetto o un obiettivo per il rendimento sul debito spagnolo o italiano, o per gli spread rispetto al debito tedesco, ed è pressoché da escludersi che lo annunci pubblicamente. Gli interventi dovrebbero avvenire su base discrezionale, a seconda delle condizioni di mercato, monitorate costantemente, secondo modalità non dissimili da quelle impiegate nel Securities Markets Programme, varato nel 2010 per la Grecia ed esteso l’anno scorso a Spagna e Italia.
Con ogni probabilità non verrà annunciato a priori il quantitativo che la Bce intende acquistare, il che non significa che questo sarà illimitato, come emerso ieri da un’indiscrezione raccolta dall’agenzia Bloomberg. Si tratterà di «dimensioni adeguate», ha detto il mese scorso Draghi, evidenziando uno degli elementi di differenza rispetto all’Smp. Altro elemento distintivo sarà ovviamente la condizionalità cui saranno sottoposti i Paesi beneficiari e che espone la Bce a un dilemma nel caso che gli impegni non vengano rispettati: per questo alcuni governatori chiedono che venga predisposta una “exit strategy”. Il programma avrà un nuovo nome (tra le proposte, Monetary Outright Transactions, e Bond Purchasing Programme), che fino a ieri non era stato deciso. L’obiettivo è cercare di uniformare la trasmissione della politica monetaria, che oggi, in condizioni di mercato distorte dalla possibilità di una rottura dell’euro, si riflette in un costo del capitale divergente per gli Stati e per le imprese dei diversi Paesi. Lunedì Draghi non ha esitato a parlare di interventi legati alla soppravvivenza stessa dell’euro.
La vigilia è stata agitata dall’ennesima uscita di indiscrezioni sul piano, dando per acquisite le decisioni ancor prima dell’avvio della riunione (e ancor prima che i governatori delle banche centrali nazionali arrivassero a Francoforte), il cui esito invece era del tutto aperto, e da polemiche a esclusivo uso interno della politica tedesca. Quel che era successo qualche giorno fa con la notizia fatta trapelare, secondo cui la Bce avrebbe fissato un tetto ai rendimenti (o agli spread), un’ipotesi che appare remota, con successivo barrage di critiche da parte tedesca, si è ripetuto ieri con l’indiscrezione pubblicata da Bloomberg, in base alla quale l’Eurotower si preparerebbe a interventi «illimitati». Immediatamente, il parlamentare democristiano Norbert Barthie, appena uscito da un incontro con il cancelliere Angela Merkel, ha dichiarato che il capo del Governo tedesco è contraria ad acquisti senza limiti da parte della Bce. Altre fonti parlamentari della Cdu hanno riferito che la signora Merkel avrebbe espresso il suo appoggio sia a Draghi sia al presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, che ha duramente criticato l’acquisto di titoli. Il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, ha dichiarato di non vedere contrasto fra i due.
Il Governo tedesco, che ha dato il via libera al presidente della Bce quando si è detto pronto a «fare tutto il necessario», tiene anche a evitare uno scontro con la Bundesbank, che gode di enorme prestigio nell’opinione pubblica. Le indiscrezioni, spesso pilotate, sulla Bce vengono però spesso strumentalizzate da esponenti della maggioranza per compiacere un elettorato sempre più contrario a interventi per i Paesi in difficoltà.

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