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Bce, ricarica da 500 miliardi

La Bce ricarica con 500 miliardi di euro il piano anticrisi pandemico. L’istituto centrale, come promesso, ha ricalibrato» le sue misure in risposta alla nuova ondata di contagi in Europa. Non si è trattato di un nuovo bazooka monetario ma di un’estensione del livello attuale del supporto per altri nove mesi: il sostegno proseguirà fino a marzo 2022.

L’Eurotower ha quindi aumentato di 500 miliardi il Pepp, il cui totale sale da 1.350 a 1.850 mld. Viene inoltre prolungato di un anno, almeno fino alla fine del 2023, il piano di reinvestimento e rinnovo dei titoli accumulati con lo stesso Pepp. Nella comunicazione scritta introduttiva, letta dal presidente Christine Lagarde, si legge che, «se fosse possibile mantenere condizioni finanziare favorevoli con livelli di acquisti che non esaurissero l’intera dotazione del Pepp, la dotazione non dovrà essere pienamente utilizzata». D’altra parte, se il quadro dovesse ulteriormente peggiorare, la dotazione del programma potrebbe essere nuovamente «ricalibrata».

Interpellata sul motivo della proroga di nove mesi, Lagarde ha spiegato che, sulla base delle previsioni sulla diffusione dei vaccini anti-Covid, «abbiamo buoni motivi per ritenere che per fine 2021 avremo raggiunto una sufficiente immunità di gregge», affinché l’economia possa «tornare funzionare normalmente, in particolare il settore dei servizi».

Un altro elemento riguarda il programma di acquisti di titoli pubblici precedente l’emergenza sanitaria, chiamato App: è stato confermato il ritmo attuale di 20 miliardi di euro al mese.

L’istituto ha anche deciso nuovi interventi per assicurare l’afflusso di liquidità all’economia reale. Sono state varate una nuova serie di operazioni straordinarie di rifinanziamento mirate a più lungo termine (Tltro-III) e quattro operazioni di rifinanziamento da emergenza pandemica nel 2021. È stato esteso di 12 mesi, fino a giugno 2022, il periodo nel quale si applicheranno condizioni molto più favorevoli a queste operazioni. Altre tre Tltro saranno condotte fra giugno e dicembre del prossimo anno.

Come previsto, sono stati confermati i livelli dei tassi di riferimento: zero sulle operazioni di rifinanziamento principali; 0,25% sulle operazioni marginali; -0,50% sui depositi che le banche commerciali parcheggiano presso la stessa Bce.

«Uno degli obiettivi della Bce è quello di non sorprendere, così da evitare di innescare volatilità nei mercati», commenta Marcel van Zuilen, senior portfolio manager di Aegon Am. «Quanto emerso dalla riunione di politica monetaria dell’Eurotower ha perfettamente centrato lo scopo, essendosi rivelato in linea a quanto atteso dai mercati e quindi di scarsissimo impatto».

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