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Bce promuove le banche

La Bce ha pubblicato i risultati degli esercizi Srep svolti a valere sul 2019 per le banche vigilate e, per la prima volta, ha fornito maggiori dettagli oltre agli ampi aggregati. I dati e le linee guida generali per i livelli di Cet 1 richiesti sono rimasti stabili al 10,6%, lo stesso livello del 2018. Il requisito medio del secondo pilastro, fissato dal supervisore per ciascuna banca vigilata, si attesta al 2,1% e le guidance non vincolanti vengono indicate all’1,5%, in entrambi i casi invariati rispetto all’anno precedente. Per la prima volta, inoltre, l’Eurotower ha deciso di pubblicare i dati aggregati per modello di business e informazioni banca per banca relativamente ai requisiti del secondo pilastro, con l’obiettivo di migliorare la trasparenza.

Per questo ciclo d’esercizio Srep sono state 108 le banche che hanno accettato questa divulgazione o hanno già pubblicato i requisiti del secondo pilastro sui rispettivi siti. Gli Srep sono esercizi annuali nei quali l’authority esamina i rischi delle banche e, in un secondo tempo, determina i requisiti patrimoniali individuali e le linee guida per ciascuna di esse, oltre a indicare il capitale minimo. Dei 108 istituti di credito che hanno preso parte all’esercizio, sei hanno mostrato livelli di Cet1 inferiori alla soglia fissata.

Da quando ha assunto la vigilanza unica sui principali istituti di credito dell’Unione, la Bce ha riscontrato un progressivo miglioramento sul fronte dei crediti problematici. Cinque anni fa le poste deteriorate in carico alle banche vigilate avevano un controvalore complessivo di circa mille miliardi di euro, con un Npl ratio medio intorno all’8%. A settembre 2019, invece, il volume degli Npl si è dimezzato a 543 miliardi, comprimendo l’Npl ratio al 3,4%.

«Siamo ampiamente soddisfatti del livello generale di adeguatezza patrimoniale delle istituzioni significative sotto la nostra supervisione», ha affermato Andrea Enria, presidente della Vigilanza Bce. «La nostra valutazione ha evidenziato le preoccupazioni rimanenti, in particolare per quanto riguarda i modelli di business, la governance interna e i rischi operativi nelle banche».

Il 76% delle banche ha ottenuto un punteggio di 2 (70% nel 2018) e solo quattro banche hanno segnato 1 (in calo rispetto a 12). Molte istituzioni significative hanno mancato gli obiettivi del piano di finanziamento per il 2018, anche a causa delle mutate aspettative sulle condizioni monetarie. La Bce chiede che vengano rafforzati i controlli interni e la gestione dei rischi e raccomanda un miglioramento del profilo di rischio del credito. L’istituzione centrale si dice preoccupata per la redditività ancora bassa e per una governance in peggioramento.

Per quanto riguarda l’Italia, Credem è la banca che avrebbe bisogno di un buffer di capitale più contenuto per resistere a situazioni di particolare stress (1%). Il gruppo emiliano precede Mediobanca (1,25%), Intesa Sanpaolo (1,50%) e Unicredit (1,75%). Dall’altro capo della classifica figurano Mps e la Popolare di Sondrio, ciascuna al 3%. Credem si è collocata sul terzo gradino del podio in Europa a pari merito con Haspa, Finanzholding e la lussemburghese Banque et Caisse d’Epargne de l’Etat, preceduta soltanto da Sfil e da Crh Caisse de Refinancement de l’Habitat.

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