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Bce, più tempo per gli aiuti “Non serve l’unanimità per agire” Giù le Borse, Milano perde il 2,77%

Mario Draghi rinvia all’inizio dell’anno prossimo le promesse misure straordinarie della Banca centrale europea contro la crisi economica dell’eurozona, ma avverte in un monito che suona rivolto soprattutto alla Bundesbank: per deciderle non serve l’unanimità, il quantitative easing e altre decisioni non convenzionali rientrano nel nostro mandato. E sono per di più sempre più giustificate, dal momento che le prognosi dell’istituto sulla crescita nell’eurozona sono drasticamente corrette al ribasso. E riesplode puntuale lo scontro al vertice Bce tra due linee – rigorismo tedesco contro interventismo in stile Fed richiesto dall’Europa meridionale.
«Oggi – ha detto Draghi – abbiamo discusso dell’acquisto di titoli di Stato e di altre attività, il direttivo è arrivato alla conclusione che su questa ipotesi serva ancora lavoro, ma acceleriamo comunque lo studio delle nuove misure». Immediata la reazione dei mercati: giù le Borse europee che hanno chiuso tutte in negativo, con Milano maglia nera: meno 2,77%. Lo spread tra gli interessi dei Bund tedeschi e i titoli sovrani italiani è prima salito da 123 a quota 130, per poi scendere a 126.
Il consiglio direttivo della Eurotower, riunito ieri a Francoforte, ha deciso di lasciare i tassi centrali invariati al minimo storico, cioè 0,05% il saggio principale, meno 0,20 quello sui depositi e 0,30 il tasso marginale. Lo staff della Bce, ha detto Draghi, «ha intensificato i suoi preparativi per ulteriori misure che potrebbero, se necessario, essere attuate in misura tempestiva». Anche perché nei prossimi mesi sarà possibile un ulteriore calo dell’inflazione, legato alle aspettative sui prezzi dell’energia. Il presidente Bce ha voluto sottolineare non solo che il Consiglio «se necessario resta unanime sull’eventuale ricorso a misure non convenzionali», ma soprattutto che un eventuale “quantitative easing” è «tra gli strumenti a disposizione nell’ambito del nostro mandato» e che per essere attivato «non ha bisogno dell’unanimità nel nostro direttivo». Ogni misura eccezionale è possibile a fronte dell’emergenza, ha sottolineato Draghi, escludendo solo l’acquisto di oro.
Draghi non è ottimista sulla crescita: crescita media del Pil nell’eurozona di appena lo 0,8% nell’anno che sta per concludersi, di un magro 1% l’anno prossimo e dell’1,5 nel 2016. Un taglio drastico, rispetto alle previsioni Bce di settembre che erano rispettivamente dello 0,9, dell’1,6 e dell’1,9.. La crescita si è indebolita e la chance di ripresa resta modesta anche in prospettiva, ha detto ancora Draghi aumentando preoccupazioni e pessimismo. All’inizio del 2015 la Bce valuterà di nuovo la situazione riservandosi di intervenire anche senza unanimità, e «non tollererà deviazioni prolungate della stabilità dei prezzi».
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