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Bce più ottimista su Pil e inflazione Draghi: “I tassi saranno bassi a lungo”

Ieri Vienna è tornata ombelico del mondo. Stavolta, di quello finanziario. La capitale degli Asburgo aveva appena fatto tirare un sospiro di sollievo al resto d’Europa per aver respinto l’ultradestra lanciata alla conquista della presidenza della Repubblica, che ha già ospitato di nuovo un paio di eventi su cui erano puntati gli occhi di molti. Primo, una riunione dell’Opec su cui l’attenzione dei mercati era molto concentrata, ma senza troppe speranze, in attesa di una decisione che rinvigorisse il prezzo del greggio. Soprattutto, nelle stesse sale che hanno ospitato due settimane fa centinaia di giornalisti in ansia per il futuro dell’Austria, le sontuose, magnifiche sale della Hofburg, Mario Draghi ha motivato in una conferenza stampa la decisione di non toccare i tassi e ha raccontato gli esiti della riunione del Consiglio direttivo della Bce.
Due volte all’anno i guardiani della moneta unica non si riuniscono a Francoforte, ma in un altro Paese dell’eurozona. E ieri la Bce ha scelto Vienna anche per la concomitanza con il bicentenario della Banca centrale austriaca. Era attesa la consueta revisione trimestrale delle stime di crescita e dell’inflazione, e la notizia è che per la prima volta da un anno la Bce ha rivisto le previsioni in meglio. Non quanto si aspettassero alcuni analisti, incoraggiati dai forti rialzi del prezzo del greggio degli ultimi mesi. Ma abbastanza per respingere, per ora, il sospetto che le aspettative si stiano, come si dice in gergo, “disancorando”, cioè che l’andamento dei prezzi non sia più manovrabile con le misure di politica monetaria.
L’inflazione è stimata dunque allo 0,2% quest’anno, un decimale in più rispetto ai pronostici di tre mesi fa, mentre le previsioni per il biennio a venire restano le stesse, rispettivamente l’1,3% e l’1,6%. Draghi ha ribadito varie volte nell’incontro con i giornalisti che l’Eurotower «resta chiaramente pronta ad agire, non esiterà a farlo». Peraltro, la prudenza sulle previsioni per i prossimi due anni lascia margini per agire – il mandato dei guardiani dell’euro resta un’inflazione attorno al 2%.
Ma intanto, echeggiando le parole di qualche falco come Jens Weidmann, Draghi ha detto che «dobbiamo focalizzarci sull’implementazione delle misure e sugli effetti delle mosse intraprese ». Ieri la Bce ha indicato anche la data per l’avvio degli acquisti di obbligazioni aziendali l’8 giugno – e anche quella per l’asta dei titoli a lungo termine denominata Tltro2, che saranno lanciati il 22 giugno. Anche le stime per il Pil dell’eurozona migliorano quest’anno – 1,6% contro l’1,4% di marzo – mentre quelle dell’anno prossimo restano all’1,7% e quella per il 2018 viene lievemente corretta al ribasso all’1,7% (dall’1,8% di marzo).
La decisione, ampiamente prevista, di non toccare i tassi, potrebbe riaprire il divario nelle traiettorie delle maggiori banche centrali. A metà mese è prevista sia la riunione della Fed, che potrebbe annunciare un rialzo dei tassi per quella data o forse a luglio, mentre nei giorni immediatamente successivi la Banca centrale giapponese potrebbe al contrario annunciare un ulteriore allentamento delle politiche monetarie, ampliando il programma di acquisto dei titoli.
Draghi è anche tornato sul tema bruciante del referendum britannico del 23 giugno per l’uscita dall’Ue – «siamo pronti ad ogni evenienza», ha detto, puntualizzando che «il Regno Unito e la Ue hanno un rapporto di mutuo beneficio». Mentre alla Grecia il presidente della Bce ha tolto per ora la speranza di un rapido ritorno al cosiddetto “waiver”, la possibilità che le banche elleniche diano come collaterale per l’accesso ai prestiti Bce dei titoli di Stato greci. Il numero uno di Francoforte ha detto che «bisogna attendere l’implementazione delle misure» che il governo e il Parlamento hanno approvato e in virtù dei quali a fine maggio Atene ha raggiunto un’intesa con il quartetto di creditori per le prossime rate di prestiti. «Poi il direttorio deciderà», ha puntualizzato, dunque tra non meno di tre settimane.

Tonia Mastrobuoni

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