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Bce, più Abs come collaterali

La Banca centrale europea compie un primo passo per cercare di far ripartire il credito alle piccole e medie imprese.
L’istituto di Francoforte ha annunciato ieri, dopo la riunione del consiglio direttivo, che amplierà la gamma di titoli cartolarizzati (Abs), basati sui prestiti alle piccole e medie imprese, che le banche possono presentare alle Bce stessa in garanzia per ottenere liquidità. Questo dovrebbe incentivare le banche a rilanciare il credito alle Pmi, la cui stretta è un problema grave soprattutto nei Paesi della periferia dell’eurozona, come Italia e Spagna, ed è uno dei fattori che contribuiscono alla recessione. Secondo gli ultimi dati della Bce, riferiti al mese di maggio, il credito alle imprese si è contratto ancora di oltre l’1%.
Con la decisione di ieri, la Bce ha abbassato i requisiti per accettare in garanzia sei tipi di Abs da due rating a tripla A a due rating a singola A. Questo dovrebbe rendere disponibile nuovo collaterale per circa 20 miliardi di euro. L’Eurotower ha anche ridotto dal 16 al 10% lo sconto che applica per accettare questi titoli. Deve trattarsi però di strumenti “plain vanilla”, quindi basati su un solo tipo di prestiti sottostanti. La Bce riconosce che questi Abs sono oggi più trasparenti e standardizzati e quindi meno rischiosi da accettare. La decisione dovrebbe essere operativa fra settembre e ottobre, tenuto conto della definizione degli aspetti legali.
Riconoscendo che la stretta creditizia è una delle cause della recessione in diversi Paesi dell’eurozona, data l’assoluta predominanza del canale bancario nei prestiti alle Pmi, la Bce si era impegnata a cercare una soluzione. All’uso delle cartolarizzazioni a questo scopo aveva fatto riferimento, in un’intervista al Sole 24 Ore del 19 aprile, il consigliere della Bce, Yves Mersch. Dopo la riunione di consiglio del 2 maggio a Bratislava, il presidente Mario Draghi aveva citato esplicitamente il rilancio degli Abs, ammettendo peraltro che, dopo la crisi fiananziaria globale, le cartolarizzazioni, specie quelle più complesse, avevano una cattiva fama ed erano ritenute fra gli elementi scatenanti della crisi e che il mercato era pressoché “morto”. La Bce aveva quindi formato un gruppo di lavoro su questo tema insieme alla Banca europea degli investimenti e alla Commissione europea, ma successivamente Draghi aveva precisato che quello dell’Eurotower era più che altro un ruolo di consulente.
Ieri, la Bce ha però annunciato anche di essere disponibile ad accettare come collaterale le tranche mezzanine degli Abs che vengano garantite da istituzioni europee o nazionali, un riferimento abbastanza esplicito a Bei, Commissione e agenzie nazionali di sviluppo, come la Cassa depositi e prestiti. A questo punto, vista la disponibilità della Bce, tocca a queste istituzioni prendere una decisione su come e in che misura intervenire. Nella riunione di consiglio di questa settimana, la Bce ha deciso anche di abbassare la valutazione dei “retained covered bond”, che le banche emettono, ma non collocano sul mercato e utilizzano solamente come collaterale per ottenere prestiti dall’Eurotower. Questo comporta, secondo la Bce, un rischio addizionale.
L’impatto delle decisioni sugli Abs e sui retained covered bonds è sostanzialmente neutrale in termini di livello complessivo di collaterale disponibile, sostiene la nota diffusa ieri da Francoforte. Con la rimodulazione degli haircut, però, la Bce sta di fatto cercando di ridurre l’uso dei retained covered bond e stimolare il mercato delle cartolarizzazioni standardizzate, dove la valutazione degli attivi è separata dal merito di credito della banca che origina l’operazione, osserva in una nota per gli investitori Francesco Garzarelli, di Goldman Sachs.
Nella valutazione di diversi osservatori di mercato, difficilmente l’iniziativa della Bce di per sé potrà creare un mercato di dimensioni tali da avere un impatto tangibile sulla crescita nell’eurozona, ma può comunque servire da stimolo all’azione di altre istituzioni.

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