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Bce, il piano dei falchi

La fronda dei falchi nel direttorio della Bce cerca già di far passare paletti restrittivi sul futuro del Quantitative easing, il piano relativo all’acquisto di titoli. Esso, secondo un banchiere centrale anonimo citato dall’agenzia Bloomberg, proseguirà al ritmo di 60 miliardi di euro al mese fino a dicembre, mentre da gennaio si dovrebbe almeno dimezzare il ritmo delle operazioni, fissando al tempo stesso per settembre il termine di chiusura, salvo ulteriori necessità.

Il tutto considerando un tetto complessivo sugli ulteriori acquisti pari a circa 200 miliardi di euro.

Il programma, a fine anno, dovrebbe totalizzare 2.280 miliardi e, secondo la corrente intransigente del direttorio, non dovrebbe spingersi oltre i 2.500 mld. Cifre che sembrano una sorta di base negoziale dei falchi per una partita tutt’altro che semplice. Il consiglio direttivo dell’Eurotower, dove siedono tutti i governatori delle 19 banche centrali dell’Eurozona, il presidente Mario Draghi e gli altri cinque componenti il comitato esecutivo, si riunirà il 25 e 26 ottobre. Sarà un incontro particolarmente importante perché, secondo quanto preannunciato da Draghi, verranno decisi gli aspetti centrali del tapering, la manovra di progressiva ricalibrazione (cioè riduzione) degli stimoli monetari, specialmente nell’ambito del Qe.

Il problema riguarda la quantità e la velocità di questo intervento. Il presidente dell’istituto centrale e altri esponenti hanno a più riprese avvertito che serve pazienza, per essere certi che l’inflazione si sia incanalata in una dinamica di convergenza verso il livello obiettivo (vicino al 2%) in grado di autosostenersi, reggendo anche in assenza degli stimoli monetari. Uno scenario che resta lontano e che fa ritenere ancor necessaria la politica straordinaria della Bce. Sul versante dei falchi, invece, il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ha più volte sostenuto che non ci sono margini per proseguire negli acquisti, dato che la linea monetaria resterà comunque molto espansiva anche dopo la fine del Qe.

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