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Bce pessimista sull’Europa “Ora la ripresa è a rischio” Padoan: Sblocca Italia al via

La ripresa europea è a rischio: crisi geopolitiche e mancate riforme potrebbero indebolirla ancora di più. E’ il messaggio di fondo lanciato dalla Bce di Mario Draghi nel giorno in cui, a Roma, si riunisce l’assemblea annuale dell’Abi, l’associazione bancaria italiana. Come sempre, a questo appuntamento intervengono in sequenza il governatore della Banca d’Italia e il ministro dell’economia. Ignazio Visco fornisce due numeri inediti: nei suoi calcoli, le misure straordinarie della Bce potrebbero portare ad un aumento del Pil di un punto percentuale da qui al 2016 mentre le nuove operazioni di rifinanziamento dell’Eurotower concederanno liquidità alle banche per ben 200 miliardi, da destinare alle famiglie e alle imprese. Pier Carlo Padoan, al suo esordio davanti a questa platea, dice che il debito italiano è sostenibile ma per abbatterlo ci vuole la crescita. Aggiunge che bisogna ridimensionare la pressione fiscale: «Su questo non ci sono dubbi». Promette «in pochissimi giorni» il piano infrastratture, incluso nel cosiddetto “Sblocca Italia”. Ma soprattutto annuncia: «Il Paese gode di un estremo interesse da parte degli investitori esteri. Sta a noi non sprecare questa occasione perché non durerà per sempre». Al dunque il ministro intravede «una finestra di opportunità», fatta di misure Bce, meno tensioni sui mercati e riforme del governo che è «ampia ma non illimitata e deve essere sfruttata appieno».

Entrambi però, al pari della Bce, non si dimostrano ottimisti sullo stato di salute dell’economia. Per il governatore la ripresa in Italia «stenta ad affermarsi». Per il ministro, che nel pomeriggio è stato ricevuto dal presidente Napolitano, la crescita è ancora «debole e incerta», con un disoccupazione «elevata, specie tra i giovani». Il tutto aggravato appunto dai «rischi geopolitici» incombenti rilevati da Draghi, capaci di influenzare negativamente le prospettive economiche dell’area euro, portate giù anche dalla mancanza di riforme strutturali. Nel consueto Bollettino c’è n rimbrotto specifico per l’Italia: solo una raccomandazione Ue su 6 registra qualche progresso.
Parole, promesse e numeri risuonano dai microfoni Abi. Tutti chiedono alle banche di fare la loro parte per sostenere la ripresa. I denari Bce ci sono. Altri 120 miliardi si potranno liberare per le piccole e medie imprese grazie all’ampliamento delle garanzie per il rifinanziamento degli istituti presso Francoforte. Il sistema finanziario, incalza Padoan «deve contribuire all’inversione del ciclo» assicurando le risorse all’economia reale. Il presidente Abi Antonio Patuelli – che stima in 290 miliardi i crediti deteriorati – chiede al governo un «forte ripensamento» delle «normative avverse» e delle imposizioni fiscali perché altrimenti le ricadute sul sistema economico sarebbero pesanti. Al dunque i banchieri sostengono che la ripresa ha bisogno di «riforme non confuse».
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