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Bce non accetta più titoli greci banche a rischio, l’euro scivola

«Noi vi proponiamo un piano radicale di lotta a sprechi evasione e corruzione, ma aiutateci a tenere la testa fuori dall’acqua, e sia la Francia a guidare l’emergenza», hanno detto ieri il nuovo premier greco Alexis Tsipras al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e poi al capo dello Stato francese, François Hollande, e nelle stesse ore il suo ministro delle Finanze Yanis Varoufakis al presidente della Bce Mario Draghi. Anche se proprio l’Eurotower chiede impegni immediati: la Bce non accetterà oltre l’11 febbraio i titoli ellenici come garanzia, uno stop che aggraverebbe la crisi di liquidità delle banche. Solo un accordo politico con Bruxelles in una settimana può salvare la Grecia dall’uscita dall’euro. All’annuncio dell’Eurotower, ieri sera l’euro è sceso sotto quota 1,1400 sul dollaro (1,394) La Germania chiede ad Atene di prendere le distanze dalle promesse elettorali, dice un documento governativo di Berlino secondo cui occorrono dalla Repubblica ellenica chiare promesse sulle riforme. E in ogni caso, fa sapere la cancelliera Angela Merkel, «abbiamo posizioni comuni con Hollande e Renzi». Come dire: siamo tutti contrari a sconti e rinvii. Su questo sfondo Varoufakis si prepara domani al colloquio più difficile, quello a Berlino col collega tedesco Wolfgang Schaeuble. Con il documento riservato, la Bundesrepublik ha risposto nel modo più deciso all’offensiva mediatica (interviste, proposte di grandi piani, rivelazioni) lanciata da Tsipras e Varoufakis in giro per l’Europa. Atene, dice la Germania, deve accettare la Troika, pagare i creditori come Bce, Fmi e fondo salva Stati, nonché i creditori bilaterali. Il nuovo governo deve inoltre riconoscere l’indipendenza della sua Banca centrale. Posizioni molto lontane da quelle di Tsipras, che vedendo Juncker e poi Hollande ha chiesto un “accordo provvisorio”: in sostanza dilazioni dei termini di pagamento in cambio dell’impegno ateniese a un “programma radicale” contro spreconi, corrotti, grandi evasori a casa. Tsipras sfoggia ottimismo, anche se «l’accordo non c’è ancora», e ribadisce l’intenzione di «rispettare le regole Ue», impegno chiesto anche dallo stesso presidente francese.
Rispetto delle regole, secondo il paper tedesco, vuol dire che Atene raggiunga un avanzo primario del 3% quest’anno e del 4,5 l’anno prossimo, che riduca di altre 150mila unità l’occupazione nel settore pubblico, tagli il salario minimo, àncori più strettamente le pensioni al pagamento dei contributi, acceleri le privatizzazioni e adatti le tariffe elettriche ai prezzi di mercato. E non a caso il presidente dell’esecutivo europeo, l’ex premier liberal polacco Donald Tusk, ha avvertito Tsipras che «i negoziati saranno difficili ». Oggi, intanto, la Commissione europea renderà note le nuove previsioni economiche 2015 che per l’Italia confermerebbero una crescita dello 0,6% mentre si avvicinerebbero molto alle stime del governo sul deficit, visto al 2,6 invece dell’2,7% precedente. In salita la stima sull’occupazione: dal 12,6 al 12,8%.
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