Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bce: nessun dissidio Sulla flessibilità la linea non cambia

Mario Draghi per ora non replica. Si limita a a far sapere che non c’è stato alcuno scontro. «Noi non commentiamo le conversazioni confidenziali del presidente, e in ogni caso il resoconto fatto è inaccurato». Ed è soprattutto «inesatta l’affermazione che Angela Merkel si sia lamentata delle dichiarazioni del presidente della Bce», hanno detto all’Eurotower, all’apparenza irritati dall’insistenza con cui la stampa tedesca da giorni, all’indomani dell’incontro di Jackson Hole, batte contro quel riferimento alla flessibilità di bilancio fatto da Draghi nel suo intervento americano. Difficilmente, comunque, qualunque sia stato il tenore della telefonata con la cancelliera e di quella con il ministro delle Finanze di Berlino, Wolfgang Schauble, il banchiere centrale italiano ha ritrattato le cose dette negli Usa, peraltro curate nel dettaglio nei giorni precedenti. Piuttosto è più probabile che abbia sottolineato ai suoi interlocutori tedeschi, come le sollecitazioni fatte siano nell’interesse dell’Europa intera e non solo di uno o altro Paese e, come in ogni caso, l’esortazione alla maggiore flessibilità sia nell’ambito delle regole già previste. 
Draghi, nel suo intervento a Jackson Hole aveva, infatti, in particolare, sollecitato la «flessibilità esistente nell’ambito delle regole» che «potrebbe essere utilizzata per affrontare meglio la debolezza della ripresa e per fare spazio ai costi delle necessarie riforme strutturali» e aveva fra l’altro invitato i governi a «sfruttare gli spazi di manovra necessari a una composizione delle politiche fiscali più favorevole alla crescita». Il suo è stato un discorso di ampia portata, da una parte diretto alla presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, che ha in mano le redini del dollaro il cui rafforzamento sarebbe benefico per l’euro e per l’economia europea. E dall’altra ai governi europei, nell’ambito di un confronto in cui trova posto lo scambio, non si sa quanto difficile, di vedute con la cancelliera tedesca e l’incontro in programma per oggi con il presidente della repubblica francese, Francois Hollande, anche in vista dei meeting europei milanesi di metà settembre.
Giovedì prossimo, nel corso della conferenza stampa al termine della riunione del consiglio direttivo, che dovrebbe annunciare un nuovo timing , più ravvicinato, delle iniziative della Bce, Draghi avrà, comunque,modo di tornare sui temi del rigore e della flessibilità. Ovviamente dopo aver illustrato le prossime mosse di politica monetaria. Sui mercati è iniziato il conto alla rovescia per la riunione di giovedì: l’attesa, altissima, per un intervento deciso e straordinario di Francoforte in grado di invertire la rotta dell’inflazione, è peraltro mitigata dall’incertezza sul timing delle iniziative. Di sicuro la discussione tra i governatori delle banche centrali dell’eurozona, a partire dalla cena di lavoro di mercoledì, sarà più lunga e approfondita del solito visto che le cifre hanno rivelato sul fronte della congiuntura e delle previsioni, una situazione in rapido peggioramento. Nonché uno scenario, che giustificherebbe appieno il rispetto dell’impegno assunto e ribadito, all’unanimità dal Consiglio di intervenire con misure non convenzionali nel caso di necessità.
I tempi però non sembrano maturi per l’annuncio di un intervento immediato (ma c’è chi se lo aspetta da qui alla fine dell’anno) di quantitative easing , cioè di acquisto di titoli privati e pubblici sul modello Usa e giapponese, chiesto da più parti per ridare slancio all’economia e per allontanare il pericolo di deflazione. Anche se la Bundesbank e il suo presidente Jens Weidmann, il più restio, ma non il solo, ad interventi straordinari, dopo il dato che ha segnalato come anche l’economia della Germania non stia ,a dispetto delle stime fatte a suo tempo dalla stessa banca centrale tedesca, è rimasto per ora in silenzio. A differenza del ministro delle Finanze e della Cancelliera del suo Paese.
In agenda c’è, comunque, l’importante partenza della prima operazione di Tltro, cioè di prestiti a medio termine alle banche destinati a finanziare famiglie e imprese (esclusi i mutui immobiliari): le banche sarebbero pronte a chiedere almeno 114 miliardi, di cui 75 le italiane. E potrà esserci l’annuncio di una decisa accelerazione del programma di acquisto di Abs, cioè titoli bancari cartolarizzati, rappresentativi di prestiti a imprese e famiglie.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il management di Mediobanca confeziona una trimestrale con 200 milioni di utile netto, meno di un an...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nessun rilancio sul prezzo, ma un impianto complessivamente più flessibile e con qualche passo avan...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le recenti modifiche apportate alla legge 130/1999 (disposizioni sulle cartolarizzazioni dei crediti...

Oggi sulla stampa