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Bce, monito alle banche: prudenza sui dividendi

La vigilanza bancaria della Bce raccomanda una politica di distribuzione dei dividendi «prudente».
Le banche, secondo la vigilanza bancaria , «dovrebbero adottare una politica di distribuzione dei dividendi conservativa che tenga conto delle difficili condizioni economiche e finanziarie correnti».
Le banche che hanno registrato una carenza patrimoniale residua a seguito della valutazione approfondita del 2014 «non dovrebbero distribuire dividendi». Le banche, rileva la vigilanza bancaria, «devono continuare a rafforzare la base patrimoniale al fine di rispettare i requisiti del 2019».
Agli enti creditizi è stato inoltre comunicato che la remunerazione variabile sarà oggetto di un’analisi dettagliata nei prossimi mesi. «Le banche -commenta il presidente del Consiglio di vigilanza della Bce, Danièle Nouy- dovrebbero adottare politiche sui dividendi incentrate su ipotesi conservative e prudenti che permettano loro, dopo ogni distribuzione, di rispettare pienamente gli attuali requisiti di capitale e di prepararsi all’osservanza di standard patrimoniali più elevati». Le raccomandazioni sui dividendi fanno seguito all’ampio esame condotto di recente sui bilanci delle maggiori banche. La Bce si è rivolta direttamente agli enti creditizi significativi, formulando specifiche raccomandazioni sul pagamento di dividendi nel 2015 per l’esercizio finanziario 2014.
La Bce ha anche richiesto alle autorità di vigilanza nazionali di applicare queste raccomandazioni agli enti meno significativi sottoposti alla loro vigilanza diretta. Le banche, già tenute a soddisfare determinati livelli di capitale previsti dal regolamento e dalla direttiva sui requisiti patrimoniali, sottolinea la vigilanza bancaria, «devono allo stesso tempo continuare a prepararsi per la tempestiva e completa attuazione» delle disposizioni in materia entro il primo gennaio 2019. La Bce ha quindi adottato un approccio basato sul rischio nella suddivisione degli enti creditizi in tre categorie: la prima comprende le banche che soddisfano i requisiti patrimoniali al 31 dicembre 2014 e che hanno già attuato pienamente i rispettivi coefficienti . Queste dovrebbero distribuire i dividendi in modo conservativo. La seconda categoria riguarda le banche che soddisfano i requisiti patrimoniali al 31 dicembre 2014, ma che non hanno ancora attuato pienamente i rispettivi coefficienti (requisiti a gennaio 2019). Questi istituti dovrebbero distribuire dividendi in modo altrettanto conservativo, ma solo nella misura in cui sia garantito il percorso verso la piena attuazione dei coefficienti. Infine, ci sono le banche che hanno registrato una carenza patrimoniale residua o l’inosservanza dei requisiti patrimoniali: queste ultime «non dovrebbero in linea di principio distribuire dividendi».
La Bce ha anche comunicato alle banche dell’Eurozona l’avvio di un’analisi approfondita sulla politica in merito alla remunerazione variabile dei banchieri. Nel corso di tale valutazione, l’Eurotower terrà conto della situazione patrimoniale degli enti creditizi poiché la remunerazione variabile dovrebbe essere coerente con la capacità della banca di detenere una solida base di capitale.

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