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Bce, Merkel e Schaeuble appoggiano la linea Draghi ma i “falchi” non mollano

É stato il mezzogiorno di fuoco tra alleati e nemici della linea Draghi al vertice Bce, tra sostenitori e critici della salvezza dell’euro a ogni costo. E la sfida continua. Il primo giorno d’udienza della Corte costituzionale tedesca sulla legittimità della politica della Banca centrale europea, ha già vissuto l’apice dello scontro: «L’annuncio di possibili acquisti di bond dei Paesi in crisi è legittimo, utile, stabilizzante, ed è altamente discutibile che questa Corte abbia competenza per metterlo in discussione», ha attaccato Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze. «Il mio governo sostiene la politica della Bce, la crisi coinvolge anche la Germania, una Ue stabile è vitale», ha incalzato da Berlino Angela Merkel. Ma il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ha contrattaccato nel modo più duro: «Le outright monetary transactions (Omt) sfumano il confine tra politica monetaria della Eurotower e politiche fiscali e finanziarie nazionali, e riducono il pressing per riforme nei paesiin crisi». Pesanti reazioni sui mercati: tutte le Borse hanno chiuso in ribasso, ai minimi da sei settimane, con Milano maglia nera a meno 1,63, e lo spread Btp-Bund è andato anche oltre 280.

«Immaginatevi se ogni corte costituzionale nazionale dell’eurozona potesse avere voce sull’euro, sarebbe il caos suimercati mondiali», ha tuonato Schaeuble. Ormai i fronti dello scontro sono ben tracciati, in tutta l’eurozona non meno che nella Germania in piena campagna elettorale. Il governo Merkel-Schaeuble ha fatto la sua scelta di appoggio a Draghi, ben rischiosa in vista delle elezioni politiche federali del 22 settembre: setariacondo un sondaggio di ieri 48 tedeschi su cento vorrebbero uno stop della Corte suprema alle Omt, e solo 31 sono contrari. Dunque, la cancelliera – intervenendo all’assemblea del Bdi, la Confindustria tedesca – e il ministro delle Finanze, chiamato a deporre a Karlsruhe, si sono schierati con l’opinione minori- nel paese. Al loro fianco, e a nome di Draghi, è l’altro rappresentante tedesco nel board dell’Eurotower, Joerg Asmussen: «Il programma Omt è decisivo per il futuro dell’euro, per calmare i mercati, e finora non è ancora costato un euro. Senza quella decisione il rischio di collasso dell’eurozona sarebbe stato altissimo, una moneta è stabile solo se non si consente di metterne in dubbio l’esistenza».
Parole dure, ma non è affatto detto che convincano i giudici supremi. «Noi siamo chiamati a esprimerci sulla compatibilità o meno della politica della Bce con la Costituzione tedesca, non sulla sua efficacia », ha detto il presidente della Corte, Andreas Vosskuehle, portando acqua al mulino dell’eterogenea coalizione che ha presentato il ricorso. Coalizione di economisti euroscettici, politici-ideologi conservatori come il maitre-à-penser bavarese Peter Gauweiler, sinistra radicale. Lo scontro continua, il verdetto arriverà solo a settembre, magari persino dopo le elezioni tedesche, lasciando l’Europa e i mercati mondiali in un pericolosissimo fiato sospeso.
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