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Bce, liquidità illimitata ma niente taglio dei tassi e Draghi critica gli Usa

BERLINO – La crisi non è solo colpa dell´Europa, anche altri paesi, soprattutto quelli con alti debiti come gli Usa, ne hanno. E in ogni caso, in uno scenario di crescita che resta debole e di aumentati rischi al ribasso, la Banca centrale europea fornirà liquidità illimitata alle banche fino a fine 2012, quindi è in grado di affrontare le emergenze. Ecco in sintesi i forti messaggi lanciati dal presidente della Bce Mario Draghi a conclusione della riunione del vertice della Eurotower. Il quale ieri a Francoforte ha deciso, ma a maggioranza sebbene larga e non all´unanimità, di lasciare i tassi centrali dell´eurozona e quindi il costo del denaro invariati all´1 per cento. E Draghi ha chiesto ai leader europei di dare, al loro summit di fine mese, un chiaro segnale in risposta alla crisi che peggiora, un segnale di quale visione hanno di quel che l´Europa deve diventare. Positive le reazioni dei mercati: le Borse europee hanno chiuso in forte rialzo, con Milano maglia rosa a più 3,5%, Francoforte più 2,09, Parigi più 2,42, Londra più 2,36 e Madrid più 2,41.
La decisione di non procedere a un taglio dei tassi, presa non all´unanimità “ma comunque a forte maggioranza”, vuol segnalare che la Bce non può compensare l´inazione dei governi. La Banca centrale – ha detto Draghi – rifornirà le banche di liquidità illimitata a tre mesi al tasso fisso dell´1% «fino alla fine del 2012». Poi è subito venuta l´energica risposta alle dure critiche pronunciate alla Ue nei giorni scorsi dal presidente Usa, Barack Obama. «L´Europa – ha detto Draghi – ha certo responsabilità per la crisi globale, ma hanno responsabilità anche altri paesi, soprattutto quelli con alti debiti come gli Stati Uniti. Non è quindi giusto affermare che solo l´Europa abbia responsabilità. Ne hanno, insisto, anche altri paesi, che non hanno risolto i loro problemi». E al prossimo vertice G20, ha ammonito, dovrà uscire un impegno di collaborazione internazionale, ogni paese deve riconoscere le sue difficoltà e la sua parte di responsabilità.
La risposta a Washington non è finita qui. Certo la crisi europea ha effetti sull´economia globale, ha continuato il presidente Bce, ma alcuni dei paesi che puntano il dito verso l´Europa sono «economie chiuse, con un alto debito pubblico, sbilanciamenti e deficit di crescita». E ancora: «Siamo molto lontani da una situazione che somigli a quella scatenata dal crollo di Lehman Brothers».
La crescita nell´area euro rimane comunque debole, con un´”incertezza aumentata” che accresce i rischi al ribasso. Il Pil dell´eurozona è stato fermo nel primo trimestre, e le stime della sua crescita media per l´intero 2012 sono tra un meno 0,5 e un modestissimo 0,3. Una ripresa graduale potrà venire nel corso dell´anno. Sono stati fatti progressi sui conti pubblici ma bisogna continuare nel consolidamento, e non solo aumentando le tasse. Infine, ha detto Draghi, il progetto degli eurobond è ipotizzabile più per il lungo termine che per il medio.

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