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Bce: le banche aumentano il cuscino anti perdite Italiane tra le più virtuose

Le banche europee soggette alle regole e ai requisiti minimi dell’Autorità europea di risoluzione hanno continuato a costruire il “cuscinetto” di passività ad elevata capacità di assorbimento delle perdite, nonostante la pandemia. Il SRB (Single resolution board), l’autorità dell’Unione Bancaria per i 19 Stati dell’eurozona, Bulgaria e Croazia, ha pubblicato ieri i dati del secondo trimestre 2021 relativi al requisito minimo di fondi propri e altre passività che rientrano nella risoluzione, in base all’obiettivo finale del primo gennaio 2024 e anche all’obiettivo intermedio del primo gennaio 2022. Rispetto al target finale, il deficit medio delle banche monitorate al 30 giugno è stato molto contenuto pari allo 0,56% equivalente a 39,7 miliardi. Il deficit medio è calato rispetto al valore di 41,5 miliardi primo trimestre. Il SRB è fiducioso e si aspetta che le banche raggiungeranno il traguardo prefissato per il 2024 nei tempi indicati.

L’obiettivo finale medio del Mrel comprensivo del requisito combinato di riserva di capitale da rispettare per il gennaio 2024, calcolato al 30 giugno, è stato pari al 26,04% in percentuale dell’importo totale dell’esposizione al rischio (TREA – Total risk exposure amount). Il valore assoluto è risultato pari a 1.858 miliardi.

Le banche italiane sono risultate tra le più virtuose al secondo trimestre, con un deficit degli strumenti Mrel (Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities) comprensivi del requisito combinato di riserva di capitale dello 0,61%, pari a 6,1 miliardi.

I deficit più elevati sono risultati a carico delle banche greche (10,10%), croate (7,20%), cipriote (4,85%) e portoghesi (4,75%). Francia e Germania non hanno shortfall. Le banche italiane sottoposte a eventuale risoluzione hanno un target Mrel 2024 rilevato nel secondo trimestre – comprensivo del requisito combinato di riserva di capitale – al 24,22%. Il deficit delle banche italiane rispetto al target finale della subordinazione inclusa la riserva di capitale è dello 0,04% dell’importo totale dell’esposizione al rischio.

Il SRB calcola anche il deficit rispetto al target intermedio al primo gennaio 2022: la media Mrel le banche europee è risultata al 21,98% del TREA (al 25,24% includendo la riserva di capitale) e al 17,48% per il target della subordinazione inclusa la riserva di capitale. Su 77 banche, venti hanno registrato un deficit rispetto all’obiettivo.

Nel rapporto sugli strumenti Mrel per il secondo trimestre dell’anno, il SRB ha riscontrato un’elevata attività di nuove emissioni. Nel periodo di riferimento sono stati emessi 69,4 miliardi di strumenti Mrel, inclusi 8,1 miliardi da parte di banche più piccole con meno di 100 miliardi di attivi. I volumi totali sono calati lievemente rispetto al primo trimestre. Le emissioni Mrel medie rispetto all’importo totale dell’esposizione al rischio è stata pari all’1%. Le banche di rilevanza sistemica più grande G-SII (Global systemically important institutions) sono state le principali emittenti di Mrel, pari al 48,9% sul totale nel trimestre.

In quanto al costo della raccolta, il SRB ha sottolineato che nel terzo trimestre 2021 le condizioni di finanziamento per le banche sono rimaste «favorevoli», mantenendo i livelli registrati prima dell’estate e tornando quasi sui livelli pre-pandemici. Le banche hanno potuto finanziarsi con un costo di raccolta favorevole in virtù di «fondamentali solidi» ma anche grazie alla politica monetaria accomodante della Bce e della Federal Reserve.

In ottobre tuttavia le condizioni di finanziamento hanno registrato un lieve deterioramento, dovuto dall’aumento della volatilità del mercato provocata dalle incertezze sull’andamento dell’inflazione, le prospettive di crescita e l’inizio di segnali che vanno nella direzione di strette monetarie da parte di alcune banche centrali.

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