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Bce, Lagarde avvia la revisione

Si è presentata rivendicando di avere il suo stile personale, ma invitando a «non interpretare oltre misura» un modo inevitabilmente nuovo di comunicare. «Perché ognuno ha il suo stile», ha affermato il neo presidente della Bce, Christine Lagarde, alla sua prima uscita ufficiale, che, come previsto, ha confermato l’impianto dell’impostazione di politica monetaria.

Dunque, tassi inchiodati a zero e Qe confermato a 20 miliardi di euro al mese, con il finale aperto: andrà avanti fin quando sarà necessario. Ma ci sono stati cambiamenti di tono, a cominciare dalle valutazioni sulla congiuntura economica. I dati di ottobre hanno evidenziato un proseguimento della debolezza e dell’inflazione a rilento, «anche se», ha osservato Lagarde, «ci sono alcuni segni iniziali di stabilizzazione del rallentamento della crescita e di un lieve rafforzamento dell’inflazione di fondo, in linea con le precedenti previsioni».

Tailleur scuro e foulard azzurro, Lagarde si è definita «non un falco né una colomba: ho l’ambizione di essere un gufo». Un riferimento alla saggezza attribuita al rapace notturno da alcune tradizioni popolari e alla volontà di favorire un appianamento delle divergenze con l’ala più ortodossa del consiglio direttivo di Francoforte.

Intanto i tecnici della Bce hanno limato le previsioni di crescita per il 2020 all’1,1%, mentre hanno ribadito il +1,2% per quest’anno e +1,4% per il 2021. Le stime di inflazione sono state ritoccate all’insù: nel 2020 all’1,1% e l’anno successivo all’1,4%, mentre è confermato l’1,2% quest’anno.

Un argomento caldo è quello della revisione strategica dell’Eurotower. Attualmente l’obiettivo di stabilità dei prezzi della Bce è quello di un carovita che a medio termine (18-24 mesi) sia inferiore ma vicino al 2%. «Non c’è nulla di straordinario nel fare adesso una revisione strategica», ha annunciato Lagarde. «L’ultima è stata effettuata nel 2003 e sono passati 16 anni, quindi è piuttosto legittimo farlo. Questa revisione dev’essere ampia e valutare ogni questione. Partirà nel corso di gennaio, con l’obiettivo di completarla prima della fine del 2020».

Infine, un accenno al tema scottante del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità che tante polemiche sta provocando in Italia: «Non è nulla che punti a danneggiare qualunque paese membro. Se avessimo avuto l’Esm completo di clausole collettive e ristrutturazione dei debiti pubblici all’inizio della crisi della Grecia, penso che saremmo stati molto più capaci di risolvere la crisi più rapidamente». In ogni caso, ha tagliato corto il presidente della Bce, «pensare che si punti a mettere nel mirino un dato paese è del tutto fuorviante».

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