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Bce, l’acquisto di titoli va avanti «Sostegno a crescita e inflazione»

Il temuto o invocato tapering della Bce dovrà attendere. Dal riassunto, pubblicato ieri, del dibattito che il Consiglio dei Governatori della Banca centrale europea ha tenuto gli scorsi 7 e 8 settembre non risulta alcuna intenzione di depotenziare la politica monetaria estremamente accomodante. Anzi, l’istituzione di Francoforte potrebbe cambiare i requisiti di eleggibilità dei titoli che compra sui mercati, per 80 miliardi al mese, allo scopo di averne di più a disposizione ed evitare colli di bottiglia nelle operazioni di acquisto.

Nei giorni scorsi, era circolata l’ipotesi che la banca guidata da Mario Draghi avesse intenzione di moderare la politica espansiva che sta conducendo e che ha l’obiettivo di sostenere la crescita nell’Eurozona e fare risalire l’inflazione vicino al 2%.

Alcune dichiarazioni di esponenti del consiglio esecutivo della Bce erano state lette in questo modo. La banca ha però smentito di averne discusso e la pubblicazione delle minute dell’ultima riunione lo conferma. Vista l’analisi della situazione economica dell’area euro e visti i rischi di deterioramento che ci possono essere, «è stato ampiamente condiviso (dal consiglio dei Governatori, ndr ) che le condizioni finanziarie debbano rimanere a sostengo della crescita e dell’inflazione», si legge nelle minute.

«Non ci devono essere dubbi — continua il resoconto — circa la determinazione del consiglio dei Governatori di eseguire gli acquisti di asset in linea con le decisioni passate e di adottare ulteriori misure, se necessario, per realizzare il suo obiettivo di stabilità monetaria». Anche i tassi d’interesse (a zero o negativi) rimarranno «al livello presente o più basso per un esteso periodo».

È vero che nelle ultime settimane l’inflazione dell’Eurozona ha dato segno di riprendere un po’: ma in misura limitata (0,4% in settembre) e comunque secondo le previsioni che la stessa Bce aveva annunciato a inizio settembre. Niente di nuovo, insomma, e per ora nessuno ha parlato di svolta e di attenuazione della portata della politica monetaria. Andrà avanti con questo ritmo: gli acquisti sui mercati almeno fino a marzo ma se ce ne sarà bisogno anche dopo; i tassi d’interesse rimarranno così bassi anche oltre.

Al proposito, allo staff della Bce è stato dato l’incarico di studiare i modi per garantire che le operazioni di acquisto sui mercati non incontrino colli di bottiglia, cioè non cozzino con scarsità di titoli. Nelle prossime settimane, i governatori potrebbero annunciare un allargamento dei parametri che i titoli devono avere per potere essere comprati.

Tutto questo non significa che prima o poi Draghi e la Bce non dovranno decidere di tornare a una politica monetaria meno aggressiva e convenzionale, cioè realizzata solo attraverso la manovra sui tassi d’interesse e non più con acquisti sui mercati. Questo sarà un passaggio ( tapering ) molto delicato che Draghi vorrà preparare con grande attenzione, perché farà onde alte sui mercati. Ma il presidente della Bce lo vorrà gestire direttamente, non lo lascerà alle chiacchiere di mercato. Per ora, non ne ha parlato e il tapering non sembra alle viste.

Danilo Taino

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