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Bce, la spinta di Visco per l’acquisto dei bond

Il rischio di deflazione non va sottovalutato perché «se i tassi di inflazione restano molto bassi per troppo tempo e l’economia praticamente non cresce più, rischiamo di scivolare in una spirale negativa che si autoalimenta sempre più». In un’intervista al settimanale tedesco Welt am Sontag , il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco rileva quanfo l’attuale situazione sia «critica» e sottolinea come l’acquisto di titoli di Stato da parte della Bce «sia lo strumento più efficace» da poter adottare. 
La sua è quindi una posizione decisamente a favore dell’avvio del programma di Quantitative easing , in pratica di acquisto massiccio di titoli pubblici da parte della Bce, per aumentare la liquidità, ridare slancio all’aumento dei prezzi e riattivare la crescita economica. «Quando i tassi ufficiali scendono a zero — spiega — non resta che ampliare la quantità di moneta. Abbiamo diversi modi per farlo. Potremmo anche metterci per strada e distribuire banconote. Oppure compriamo titoli di Stato. Si tratta di uno strumento standard della politica monetaria, che chiamiamo non convenzionale soltanto perché per molto tempo in Europa non è stato usato». Visco è fiducioso sull’esito del programma e a chi ipotizza la pessimistica previsione di un rialzo dei prezzi appena dello 0,1% risponde che «le nostre stime sono più vicine allo 0,4%, un aumento di cui sarei senz’altro soddisfatto, sarebbe un ottimo risultato» perché ci porterebbe «su un percorso che potrebbe riportare l’inflazione vicino al 2%».
Il numero uno di Palazzo Koch, tuttavia non si sbilancia sui tempi e sulle modalità della decisione che i mercati aspettano comunque per il 22 gennaio. Ma giudica negativamente l’ipotesi di acquisti a carico delle Banche centrali nazionali che è stata messa sul tavolo assieme ad altre. Se così fosse «la frammentazione finanziaria nell’area potrebbe tornare ad ampliarsi rispetto alle condizioni attuali. Faremmo bene a mantenere le procedure che valgono per tutti i nostri interventi di politica monetaria: i rischi sono condivisi dall’Eurosistema nel suo insieme». Del resto anche il problema dei tassi di inflazione bassi ovunque, compresa la Germania, «è comune» come lo è l’obiettivo dell’inflazione al 2%. Su questo punto, insiste Visco, non ci sono conflitti.
E sulla posizione del presidente della Bundesbank Jens Weidmann, contrario all’acquisto di titoli pubblici, il governatore spiega: «Al consiglio Bce, io siedo vicino a Weidmann: siamo disposti in ordine alfabetico perché non rappresentiamo i nostri paesi ma abbiamo un compito comune, garantire la stabilità dei prezzi». E comunque «Weidman ed io siamo d’accordo su un punto: la politica monetaria è uno strumento forte ma non può far salire la produttività o migliorare le strutture economiche. Questo è il compito della politica economica. Le riforme in Europa sono essenziali ma procedono lentamente».

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