Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bce, Italia a due velocità “Migliora l’occupazione ma ancora troppi precari”

Se la disoccupazione giovanile in Italia è crollata dal picco del 43,6% di quattro anni fa al 32% attuale, non possiamo illuderci di essere usciti da una delle crisi più preoccupanti che riguardano il nostro Paese: quella del lavoro. Certo, il quadro generale sembra roseo: per descrivere l’attuale andamento dell’economia, il presidente della Bce Mario Draghi non parla neanche più di ripresa, ma di “ espansione”. Che continua a irrobustirsi in tutti i Paesi della zona euro, secondo il Bollettino economico diffuso ieri, e sembra trainare anche l’occupazione. Il tasso di disoccupazione generale ha toccato il minimo dall’inizio della Grande crisi: l’ 8,6% a gennaio. E l’occupazione è 1,2 punti sopra il livello registrato nel primo trimestre del 2008, il fatidico anno del fallimento di Lehman Brothers che scatenò il contagio globale della crisi finanziaria americana.
Ma nel Bollettino, gli economisti di Draghi individuano un tallone d’Achille del lavoro in Italia: il fenomeno della cosiddetta “ sottoccupazione”. Un articolo dedicato a questo fenomeno ricorda che si tratta di coloro che hanno un part-time ma vorrebbero lavorare di più. Mentre la quota di chi non vuole o non può più lavorare a tempo pieno riguarda tra un quinto e un quarto del totale ( il 22%), la Bce rileva che la stragrande maggioranza, quattro su cinque, l’hanno scelto. Tipicamente si tratta di studenti, di genitori che vogliono passare più tempo libero con i figli o di persone che per ragioni di salute vogliono lavorare di meno. E, tipicamente, questi lavoratori soddisfatti dell’orario ridotto si trovano in Germania.
Durante la Grande crisi, quel quinto di lavoratori part-time che si sentiva al contrario frustrato a lavorare e a guadagnare di meno, è esploso in due Paesi: in Spagna e in Italia. Nel nostro Paese i cosiddetti “ sottoutilizzati” sono ancora al di sopra dei livelli pre-crisi e la loro quota è stata anche alimentata « dalle misure del governo a supporto di una riduzione dell’orario lavorativo » . La quota maggiore riguarda il settore dei servizi e le donne. Il saggio della Bce avverte dunque che « i sottoccupati hanno una sicurezza lavorativa minore, sono meno soddisfatti e hanno salari più bassi rispetto agli altri lavoratori part-time». La loro condizione va insomma chiamata in molti casi col suo nome: precarietà.
Nel suo editoriale, il Bollettino ricorda più in generale che un altro punto debole dell’attuale dinamica macroeconomica è l’andamento dell’inflazione. Perciò, come aveva già scandito Draghi durante la conferenza stampa di giovedì scorso a Francoforte, la politica monetaria resterà vigile. Per ora è sparito il riferimento alla possibilità che il programma di acquisti di titoli privati e pubblici Quantitative easing venga incrementato, ma fino a settembre continuerà al ritmo di 30 miliardi di euro al mese “ e oltre, se necessario”, cioè se i guardiani dell’euro non riterranno che l’andamento dei prezzi al consumo si sia messa su una traiettoria che dovrebbe portarli verso il 2 per cento. Inoltre quei titoli verranno reinvestiti, dunque non buttati sul mercato, dove potrebbero creare tensioni sui rendimenti.
Infine, la Bce avverte che il quadro generale positivo della crescita dell’eurozona rischia di essere compromesso soltanto da tre fattori: «Il protezionismo, gli sviluppi nel mercato dei cambi e altre dinamiche nel mercato finanziario ». In soldoni, dalle mosse di Donald Trump. Ma almeno sui dazi, da Bruxelles sembra essere arrivato per la Unione europea un primo sospiro di sollievo, con l’esenzione delle tasse doganali sull’acciaio strappata a Washington negli ultimi giorni e resa nota ieri.

Tonia Mastrobuoni,

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’esordio di Andrea Orcel come ad di Unicredit, uscita con un utile trimestrale doppio rispetto al...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica, non fa suo il progetto per una rete unica ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un blitz della Ragioneria generale dello Stato evita un "buco" di 24 miliardi nel decreto "Sostegni ...

Oggi sulla stampa