Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bce inflessibile sulle richieste greche

La Banca centrale europea riprenderà i normali finanziamenti alle banche greche solo quando il Governo avrà dimostrato di rispettare gli impegni presi nel programma concordato con i creditori internazionali. Il presidente della Bce, Mario Draghi, ha anche chiuso la porta alla possibilità che l’istituto di Francoforte autorizzi maggiori emissioni di buoni del Tesoro di Atene, la via che il Governo Tsipras contava di battere per ottenere un po’ di respiro, in quanto viola il divieto, imposto dai Trattati europei, di finanziamento monetario.

Draghi, che pure ha ripetuto che «la Bce è un’istituzione basata sulle regole e non prende decisioni politiche», non ha mancato poi di riprendere polemicamente, senza nominarlo, il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, che in più di un’occasione ha destabilizzato i mercati finanziari con le sue dichiarazioni, peggiorando ulteriormente la situazione. Un certo tipo di comunicazione, ha detto il banchiere centrale, «crea volatilità sui mercati, facendo aumentare gli spread e distruggendo collaterale» che le banche potrebbero usare per finanziarsi .
La linea tenuta da Draghi nei confronti di Atene è un modo per ribadire che la Bce vuole tenersi fuori dal gioco politico fra Atene e i suoi partner europei, tanto che ogni decisione di Francoforte è condizionata, ha detto, a quelle dell’Eurogruppo, i ministri finanziari della zona euro. Ma è anche un modo per tenere alta la pressione su Atene perché rispetti gli impegni presi, contestati anche da parte della maggioranza.
Draghi ha detto che la Bce «è la prima a volere far ripartire i finanziamenti normali all’economia greca, a patto che ce ne siano le condizioni e queste sono che venga messo in atto rapidamente un processo che mostri il successo di una revisione del programma». Il capo della Bce ricorda che quando le operazioni sono state sospese il mese scorso il programma era fuori linea, per ammissione dello stesso Governo greco.
Il no all’aumento delle emissioni di buoni del Tesoro (oggi a 15 miliardi di euro) è stato il messaggio più esplicito. Le banche avrebbero potuto utilizzarli come garanzia per ottenere liquidità dalla Banca centrale, finanziando al tempo stesso il Governo. Nei Trattati, ha ricordato Draghi, c’è una proibizione «diretta e indiretta» del finanziamento monetario.
Al tempo stesso, Draghi ha voluto sottolineare che la Bce non ha abbandonato la Grecia al suo destino, anzi le ha fornito prestiti per 100 miliardi di euro, raddoppiati negli ultimi due mesi, pari al 68% del prodotto interno lordo greco, la percentuale più alta nell’area euro, e che proprio ieri il consiglio ha deciso di aumentare di 500 milioni di euro a 68,8 miliardi il tetto alla liquidità di emergenza che può essere fornita alla banche dalla Banca centrale greca attraverso lo sportello Ela. Le condizioni per il continuo utilizzo dell’Ela sono che le banche siano solvibili (e Draghi ha ricordato che hanno mostrato, agli esami della stessa Bce dell’anno scorso, di avere capitale a sufficienza, e che molto è stato fatto su questo fronte) e dispongano di collaterale adeguato per le operazioni. È stata la Bce, ha detto, a sollecitare l’Eurogruppo a mantenere i 10 miliardi di euro stanziati per l’eventuale ricapitalizzazione degli istituti di credito immediatamente disponibili per ogni evenienza.
Intanto, la Grecia (come Cipro) resterà fuori dal Qe, che la Bce inizierà lunedì: perché è sotto revisione del programma economico, perché i suoi titoli non sono “investment grade” e non sono supportati da un programma attivo, e perché al momento la Grecia è già al di sopra del limite del 33% del debito di ogni singolo emittente che la Bce si è imposta. L’istituto di Francoforte ha infatti ancora in portafoglio 19 miliardi di euro circa di debito greco acquistato fra il 2010 e il 2012. Solo dopo l’estate, quando Atene ne rimborserà oltre 6 miliardi, scenderà sotto la soglia. Se nel frattempo il programma sarà in ordine, potrà finalmente beneficiare del Qe.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non ha tempi, non ha luoghi, non ha obbligo di reperibilità: è lo smart working di ultima generazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sono entusiasta di essere stato nominato ad di Unicredit, un’istituzione veramente paneuropea e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il primo annuncio è arrivato all’ora di pranzo, quando John Elkann ha rivelato che la Ferrari pre...

Oggi sulla stampa