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Bce, il «riacquisto titoli» funziona Alle imprese ora arriva più credito

BERLINO Il programma di acquisto di titoli per oltre mille miliardi della Banca centrale europea sta iniziando a stimolare significativamente le economie dell’Eurozona. Più di tutte, quella italiana. Ieri, l’istituzione guidata da Mario Draghi ha pubblicato un sondaggio – molto atteso – tra 141 banche della zona euro per capire come ha funzionato il credito alle imprese e alle famiglie nel terzo trimestre dell’anno, sia sul lato dell’offerta, sia sul lato della domanda.
Nel complesso, le banche che hanno migliorato le condizioni e i termini con i quali concedono credito alle imprese sono il 4% in più di quelle che non lo hanno fatto (erano il 3% nel secondo trimestre). E quelle che hanno registrato una domanda di prestiti in crescita sono il 16% in più di quelle che non l’hanno registrata (erano il 13% il trimestre precedente). Significa che il denaro che la Bce immette sui mercati ogni mese – 60 miliardi – sta filtrando nell’economia produttiva, un po’ perché i tassi d’interesse sono estremamente bassi, un po’ perché in una certa misura è aumentata la fiducia di chi vuole investire. Dei cinque Paesi per i quali la Bce riporta i dati nazionali, le condizioni applicate dalle banche tra luglio e settembre sono rimaste invariate rispetto al periodo aprile-giugno in Germania, in Spagna, in Olanda; sono peggiorate in Francia; sono decisamente migliorata in Italia (che partiva da un’attività di credito deteriorata).
Nel nostro Paese, le banche che hanno migliorato gli standard di credito sono il 38% più delle altre (erano il 25% tre mesi prima). Quelle che hanno visto aumentare la domanda di credito rispetto a quelle che non l’hanno registrata sono pure il 38% in più. Il Quantitative Easing , cioè il programma di acquisto di titoli della Bce, sta dando i frutti migliori in Italia. Anche nei confronti delle famiglie: per le quali gli standard applicati dalle banche stanno migliorando sia nei mutui per la casa sia nel credito al consumo, a fronte di una domanda in aumento notevole. Nel resto dell’Eurozona, invece, i mutui registrano condizioni peggiori.
I dati resi noti ieri avranno probabilmente un riflesso sulle decisioni che giovedì prenderà il consiglio dei Governatori che si riunisce a Malta. Sui mercati ci si aspetta che Draghi continui a tenere aperta la possibilità di aumentare, modificare nella composizione o allungare gli acquisti di titoli rispetto alle previsioni. L’inflazione resta bassa, leggermente negativa. La maggior parte degli analisti pensa però che i dati sul credito consiglieranno di aspettare prima di annunciare un incremento del QE. Ieri, un governatore di rilievo del Consiglio della Bce, il francese Christian Noyer, ha detto che il programma di acquisti è ben calibrato e non ha bisogno di aggiustamenti. Una cosa simile aveva sostenuto due giorni prima l’austriaco Ewald Nowotny. L’inflazione bassa, comunque, resta una preoccupazione e Draghi probabilmente lo sottolineerà giovedì.

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