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Bce, il faccia a faccia tra Schäuble e Draghi al vertice di Washington

Il confronto diretto tra Wolfgang Schäuble e Mario Draghi si terrà nei prossimi giorni a Washington, durante gli incontri primaverili di Fondo monetario internazionale, Banca mondiale e G20. Non sarà una prima, dopo che il ministro tedesco ha accusato il presidente della Bce di essere responsabile, con la sua politica monetaria di tassi a zero, del 50% della recente vittoria elettorale del partito populista AfD in Germania: i due sono in «uno scambio costante», fanno sapere dal ministero delle Finanze di Berlino. Ciò nonostante, l’incontro non sarà facile. Schäuble ha intenzione di porre la questione dei tassi d’interesse bassi al centro dei colloqui americani: ha già fatto sapere al segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Jack Lew, l’intenzione di proporre che si esca, pur con prudenza, dalla fase di stimolo alle economie, a suo avviso eccessiva e negativa. Draghi ribadirà invece la necessità e la correttezza delle scelte della Bce, dirà che beneficiano l’intera eurozona e anche la Germania e, probabilmente, nell’incontro a due difenderà l’indipendenza della Bce. Entrambi sanno che uno scontro aperto tra il governo di Berlino e l’istituzione di Francoforte sarebbe pessimo sia sui mercati sia sul piano politico. Al momento, però, corre una buona dose d’irritazione: Schäuble l’ha espressa con una bordata fortemente politica senza precedenti; la Bce, che da settimane sente la pressione critica tedesca, l’ha messa in pubblico quando il membro del consiglio esecutivo e capo economista Peter Praet ha detto, giovedì scorso parlando in Germania, «penso che questo sparare all’istituzione, soprattutto in questo Paese, sia in qualche caso difficile da ingoiare». Ieri, il ministero delle Finanze tedesco ha emesso un comunicato nel quale dice che Schäuble ha sempre difeso l’indipendenza della Bce «nei confini del suo mandato». Dove l’enfasi è sui confini, che secondo il ministro tedesco la Bce ha superato, in quanto non farebbe solo politica monetaria ma avrebbe invaso l’ambito delle politiche di bilancio degli Stati: quindi, la sua critica non sarebbe un attacco all’indipendenza della banca centrale. A Washington, ma probabilmente poi anche in Germania, Draghi spiegherà che il suo mandato è un’in-flazione vicina al 2% annuo e che deve intervenire sia quando è troppo alta sia quando è troppo bassa.

Danilo Taino

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