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«Bce ha spazio per tagliare»

La Banca centrale europea ha ancora spazio per tagliare i tassi d’interesse ed è essenziale che questa riduzione si trasmetta alle piccole e medie imprese europee. Il direttore del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde è intervenuta ieri in modo molto deciso sul problema della stretta creditizia nei Paesi della perferia dell’Eurozona. La signora Lagarde ha anche ripetuto che l’area euro, nel gruppo di coda di un’economia mondiale che ormai viaggia a tre velocità, deve mettere in atto l’austerità fiscale senza un aggiustamento troppo severo nel breve termine. Il direttore dell’Fmi ha anche sollecitato la Germania, che ha un consistente surplus, a favorire il riequilibrio dei conti con l’estero accelerando gli investimenti sul mercato interno. Questo potrebbe aiutare la ripresa nel resto dell’Eurozona.
Il Fondo monetario ha presentato il quadro dell’economia mondiale, che quest’anno crescerà solo del 3,3%, ma con una recessione che continua in Europa, ieri sera all’avvio della riunione di due giorni dei ministri finanziari e dei governatori del G-20. Il G-20 si confronterà ancora una volta sulla questione delle valute, dopo che il Giappone ha annunciato il suo pacchetto di forte espansione monetaria, con l’effetto di indebolire lo yen. È probabile, secondo una bozza del comunicato, che i venti insistano sulla posizione concordata alla riunione di Mosca di febbraio, secondo cui è ammesso che i Paesi usino la propria politica monetaria e fiscale per rilanciare l’economia, ma che questa non dev’essere diretta a provocare svalutazioni competitive per ottenere vantaggi sul piano commerciale.
Gli Stati Uniti sono insoddisfatti delle conseguenze della svalutazione dello yen, che negli ultimi sei mesi ha perso il 20% circa (si veda il grafico), ma il G-20 eviterà di criticare apertamente la posizione di Tokyo. Il vicegovernatore della Banca centrale cinese, Gang Yi, ha sostenuto in una conferenza qui all’Fmi che Pechino, di solito a sua volta sul banco degli accusati nelle discussioni sulle valute, si prepara ad ampliare la banda di oscillazione del cambio, ma che comunque il surplus esterno della Cina si è notevolmente ridotto negli ultimi anni ed è oggi attorno al 2%.
L’Eurozona, la cui economia accuserà una contrazione dello 0,3% nel 2013 dopo lo 0,6% dell’anno scorso, resta al centro delle preoccupazioni dell’Fmi. La Bce, ha detto il direttore del Fondo, è «l’unica delle grandi banche centrali che ha ancora spazio di manovra» per abbassare i tassi. Tocca all’istituto di Francoforte decidere in autonomia quando farlo, ha osservato, ma è noto che da tempo l’Fmi ritiene che, in assenza di pressioni sull’inflazione, la Bce possa farlo. Un segnale di disponibilità in questo senso è venuto anche, alla vigilia delle riunioni di Washington, da dichiarazioni al “Wall Street Journal” del presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, solitamente considerato il consigliere della Bce più restio a un taglio dei tassi.
L’Fmi ritiene, ha detto la signora Lagarde, che la questione più critica sia assicurare la trasmissione fra l’azione della banca centrale e quelle delle banche. Il direttore dell’Fmi ha tra l’altro sollecitato ieri le autorità europee a «risanare» i sistemi bancari e ad andare avanti rapidamente sull’unione bancaria. La ripresa dell’attività di prestito alle piccole e medie imprese passa dalla combinazione dell’azione «dall’alto» della Bce per ridurre i tassi e «dal basso» per rafforzare e ristrutturare le banche. «Si spera che questo possa liberare il credito così necessario alle piccole e medie imprese e alle famiglie per essere in grado di investire di nuovo», ha affermato il direttore dell’Fmi.
Il gruppo di testa dell’economia mondiale, ha ricordato il direttore del Fondo, comprende le economie emergenti e i Paesi in via di sviluppo, il secondo gli Stati Uniti e altre economie avanzate come Svezia e Svizzera e il terzo l’Europa e il Giappone.

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