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Bce, i giudici della Ue: legittimi gli acquisti di bond con il Qe

La Bce non ha violato i trattati Ue con il suo programma di acquisto di titoli di Stato dei Paesi membri, il cosiddetto «quantitative easing», cioè la più importante delle «misure non convenzionali» adottate dall’Eurotower guidata da Mario Draghi (foto) per sostenere l’eurozona durante la crisi. Lo ha sancito la Corte di Giustizia Ue, cui la questione era stata girata dalla Corte Costituzionale federale tedesca. Secondo i giudici Ue, la Bce non è andata oltre i limiti del suo mandato né ha violato il divieto di finanziamento monetario agli Stati. La conferma della correttezza giuridica del Qe arriva a meno di venti giorni dalla fine del programma di acquisti, oggi 15 miliardi al mese, che in oltre tre anni ha immesso nel sistema 2.600 miliardi di euro. La Bce continuerà a reinvestire i proventi dei bond man mano che vengono a scadenza, fino a che non sarà raggiunto l’obiettivo di una inflazione vicina, ma sotto il 2%. Alcuni cittadini tedeschi avevano sollevato il caso davanti alla Corte Costituzionale sostenendo, tra l’altro, che le decisioni della Bce non rispettavano la divisione delle competenze tra Ue e Stati membri. I giudici di Karlsruhe avevano girato la questione ai giudici di Lussemburgo, che ieri hanno stabilito vari principi tra i quali quello che una misura di politica monetaria non può essere equiparata a una di politica economica per il solo fatto che sia idonea a produrre effetti indiretti di politica economica.

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