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Bce: «A dicembre potenzieremo i nostri strumenti anti crisi»

«La Bce c’è stata nella prima ondata, ci saremo anche nella seconda ondata». Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea da un anno, ha garantito in maniera esplicita e inequivocabile, forte di una decisione all’unanimità del Consiglio direttivo presa ieri, che alla prossima riunione in dicembre la Bce «ricalibrerà i suoi strumenti, ove opportuno», rivalutandoli tutti come componenti di un pacchetto per identificare il «mix migliore» con modifiche «ottimali»: quindi tutti gli strumenti saranno riesaminati ma non necessariamente tutti saranno ricalibrati.

Resta dunque valida la logica del pacchetto inventata da Mario Draghi, dove è la composizione degli strumenti che ne fa la forza finale. Il programma di acquisti per l’emergenza pandemica Pepp e i prestiti mirati Tltro, che sono gli strumenti di punta della Bce nella crisi Covid-19 e sui quali Lagarde si è soffermata di più in conferenza stampa, risultano già in cima alla lista del nuovo stimolo monetario.

La presidente Bce tuttavia ha voluto lasciarsi aperta ogni porta. E così ha rafforzato il suo messaggio accomodante affermando con vigore che «tutti gli strumenti» saranno ridiscussi e rivalutati al Consiglio direttivo di dicembre, compreso un taglio dei tassi negativi e quindi, implicitamente, un ritocco della forward guidance. Rispondendo a una domanda, Lagarde si è spinta fino a non escludere la convocazione di riunioni e discussioni fuori calendario, una pratica ricorrente in pandemia e che ha già portato al lancio del Pepp in marzo fuori calendario.

Pepp e Tltro sono in definitiva gli strumenti di maggior successo della Bce in modalità pandemica. Il Pepp da 1.350 miliardi ha una flessibilità unica per effettuare gli acquisti dove, come e quando e quanto necessario. «Abbiamo già aumentato in passato gli acquisti con front load, se necessario lo faremo di nuovo», ha detto Lagarde. Saranno presi in esame, nel ricalibrare, «aumento dei volumi, estensione delle durate, variazioni dei collaterali», ha detto Lagarde per far intendere quanto forte sia la volontà di intervenire: ove opportuno, quindi volume e durata possono intendersi quelli del Pepp. Le Tltro sono state definite dalla presidente «di importanza critica», «di enorme successo», «ben strutturate», «molto generose con tassi fino a -1% ma con la condizionalità che impegna le banche a continuare a prestare a tutti i settori, soprattutto alle Pmi». Tuttavia la Bce ha intercettato un calo della domanda di credito da parte delle imprese e in base all’indagine sul credito bancario per il terzo trimestre del 2020, le condizioni di concessione dei prestiti alle imprese si sono inasprite e c’è anche l’intenzione delle banche di inasprire ulteriormente i criteri per la concessione di credito alle famiglie. La Bce resterà «molto vigile» affinchè il credito affluisca a imprese e famiglie, che la liquidità resti «ampia». Da qui è prevedibile il potenziamento Tltro.

Il Consiglio direttivo ricalibrerà gli strumenti nella sua cassetta degli attrezzi dopo aver «valutato con attenzione» le informazioni più recenti di dicembre, innanzitutto l’andamento dei contagi, la dinamica della pandemia, le prospettive di disponibilità di un vaccino, le misure di stimolo delle politiche fiscali nazionali ed europee (e Lagarde ha sollecitato di velocizzare sul Next Generation Eu) e anche l’andamento del tasso di cambio. Il riesame degli strumenti di politica monetaria sarà «approfondito», si baserà sulle nuove proiezioni macroeconomiche dello staff in dicembre, rivalutando i rischi che ieri Lagarde ha ribadito «chiaramente orientati al ribasso» anche a causa dell’inasprimento delle misure di contenimento e l’incremento dei casi Covid.

La Bce ribadisce dunque che la politica monetaria accomodante continuerà ad «assicurare che le condizioni di finanziamento restino favorevoli per sostenere la ripresa economica e contrastare l’impatto negativo della pandemia sul profilo previsto per l’inflazione». L’inflazione complessiva è frenata dalle basse quotazioni dell’energia, dalle contenute pressioni di fondo sui prezzi in un contesto di debolezza della domanda e significativa capacità inutilizzata nei mercati del lavoro e dei beni e servizi. Lagarde ha citato tra i fattori una tantum il taglio dell’Iva in Germania, i saldi su abbigliamento estivo e ora anche invernale. E ha puntualizzato che la Bce si esprime in termini di «inflazione negativa» e non di deflazione. L’inflazione complessiva, nell’area dell’euro sui dodici mesi è diminuita al -0,3% a settembre dal -0,2% di agosto e rimarrà «probabilmente negativa fino agli inizi del 2021». Ma non è deflazione, ha chiarito Lagarde, è inflazione negativa perchè risente di fattori one off a differenza della deflazione nutrita da aspettative che si autoalimentano.

Altro andamento che preoccupa la Bce è l’economia: a novembre il Pil è stato «molto negativo», ha detto Lagarde, soffrono i servizi più che il settore manifatturiero. Ma non si può ancora dire se il quarto trimestre sarà negativo. Nel secondo trimestre il Pil dell’area dell’euro è diminuito dell’11,8% sul periodo precedente.

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