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Bce, cambierà la linea sul nuovo target d’inflazione

Il «2% a medio termine», l’obiettivo di inflazione della Bce stabilito dalla nuova Strategia, diventerà il punto di riferimento «semplice, chiaro e facile da comunicare» della prossima riunione del Consiglio direttivo che si terrà il 22 luglio. Il nuovo target al 2% simmetrico innescherà a cascata una serie di riformulazioni, a cominciare dalla nuova dichiarazione di politica monetaria per poi passare alla forward guidance e fors’anche oltre.

I 25 membri del Consiglio direttivo saranno chiamati a riesaminare l’intero impianto dell’orientamento di politica monetaria e a rivalutare l’utilizzo degli strumenti nel toolkit, alla luce dell’impegno che la Bce si è data nella nuova Strategia: quando l’economia opera in prossimità del limite inferiore per i tassi di interesse nominali, come accade al momento, è necessaria «un’azione di politica monetaria particolarmente incisiva o persistente» per evitare che le deviazioni negative dall’obiettivo di inflazione si radichino. Questa incisività e questa persistenza saranno soppesate dal Consiglio in tutti gli strumenti messi in campo – tassi di interesse, forward guidance, programma pandemico Pepp e programma di acquisti APP e operazioni mirate TLTROs – per ancorare le aspettative a medio termine sull’inflazione e riportare l’inflazione, ora prevista all’1,4% nel 2023, sul nuovo target.

Il nuovo obiettivo dell’inflazione al 2% a medio termine entrerà per la prima volta il 22 luglio nella “dichiarazione della politica monetaria” annunciata dopo la riunione del Consiglio direttivo, un nuovo documento di comunicazione più snella, più chiara e più diretta che prenderà il posto della ex “dichiarazione introduttiva”.

La riunione del 22 luglio porterà «alcuni cambiamenti e variazioni interessanti» e «sarà molto importante», ha dichiarato la presidente della Bce Christine Lagarde in un’intervista a Bloomberg la scorsa domenica, preannunciando un cambiamento nella forward guidance. Fino allo scorso 10 giugno, infatti, le cosiddette indicazioni prospettiche hanno indicato le intenzioni della Bce su tassi e strumenti in base al vecchio target: tassi che sono rimasti «su livelli pari o inferiori a quelli attuali finché non vedremo le prospettive di inflazione convergere saldamente su un livello sufficientemente prossimo ma inferiore al 2% nel nostro orizzonte di proiezione e tale convergenza non si rifletterà in maniera coerente nelle dinamiche dell’inflazione di fondo».

Il Consiglio dunque annuncerà una nuova forward guidance ricalibrata sul target del 2% simmetrico, che è la nuova àncora delle aspettative di inflazione. Le indicazioni prospettiche, infatti, sono una sorta di “stabilizzatore automatico”, una guida, un orientamento pluriennale che va oltre la pandemia in quanto indicano quando la Bce intende iniziare l’inasprimento della politica monetaria, quando alzerà i tassi in base all’inflazione a medio termine e alle aspettative.

Dal 22 luglio, inoltre, essendo in prossimità del lower bound, la Bce dovrà comunicare anche come intende perseguire la necessità di intraprendere un’azione incisiva (più forte dello standard come i tassi negativi e gli acquisti del Pepp a livelli significativamente più elevati) o persistente (tassi bassi più a lungo, lower for longer). Non è escluso che gli strumenti vengano ricalibrati il 22 luglio, quando e se non adeguatamente in linea con il nuovo obiettivo. In un’intervista a Nikkei del 26 maggio, il membro del Comitato esecutivo Fabio Panetta ha detto che l’inflazione «rimarrà ben al di sotto del nostro obiettivo anche dopo la fine della pandemia; dovremo quindi continuare a usare gli strumenti a nostra disposizione, per riportarla verso il 2 per cento. Abbiamo già fornito chiare indicazioni sull’andamento dei tassi ufficiali e sugli acquisti di titoli sia durante sia dopo il periodo pandemico, la cosiddetta forward guidance». Ebbene, adesso per gli strumenti in campo il target è leggermente più alto, è il 2%.

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