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Bce cambia il target d’inflazione e diventa più verde sugli acquisti

La Bce ha una nuova strategia di politica monetaria e un nuovo target di inflazione per mantenere la stabilità dei prezzi: un obiettivo “simmetrico” del 2% a medio termine “più chiaro” e meno ambiguo rispetto al precedente «livello inferiore ma prossimo al 2%» e più ambizioso, guardando avanti, per ancorare le aspettative.

ÈE quanto ha deciso il Consiglio direttivo della Bce all’unanimità, a conclusione della Strategy review iniziata nel gennaio 2020, durata più del previsto a causa della pandemia (18 mesi) e conclusa ieri. L’inflazione al 2% «non è un tetto», ha chiarito la presidente Christine Lagarde in una conferenza stampa speciale, ma è un target simmetrico: questo significa che per la Bce gli scostamenti negativi e positivi dell’inflazione dall’obiettivo sono «ugualmente inopportuni». Quando sono sostenuti, duraturi, significativi diventano motivo di preoccupazione, ha detto Lagarde, e vanno contrastati con forza.

Il nuovo target del 2% è stato subito calato nella situazione attuale, dopo i due shock della grande crisi finanziaria e della pandemia, dopo un decennio di pressioni disinflazionistiche. Avendo ora un’economia che opera in prossimità del limite inferiore per i tassi di interesse nominali, il famigerato “lower bound”, la Bce ha deciso nel suo annuncio ieri di essere altrettanto chiara ed esplicita nel definire fino a che punto è disposta a spingersi per centrare l’obiettivo del 2% a medio termine, un whatever it takes perdurante: è necesssaria, ha puntualizzato, un’azione di politica monetaria «particolarmente incisiva» (ovvero un ampio accomodamento con strumenti forti per esempio i tassi negativi e il programma pandemico Pepp) o un’azione persistente (per esempio tassi più bassi più a lungo, lower for longer) «per evitare che le deviazioni negative dall’obiettivo di inflazione si radichino», in un contesto di tassi vicini al limite minimo inferiore che limitano gli interventi della politica monetaria. Queste azioni incisive e perduranti, come mostrano i modelli di analisi, possono portare a un periodo transitorio in cui l’inflazione «si colloca su un livello moderatamente al di sopra dell’obiettivo»: la Bce già si dice pronta a tollerare un temporaneo overshooting, pur di centrare l’obiettivo del 2% e ancorare su quel livello le aspettative. Questa tolleranza all’andare oltre il target all’insù per un certo periodo può essere interpretata come l’ennesima conferma della volontà di evitare di uscire prematuramente dagli strumenti dell’attuale ampio accomodamento e mantenere il più a lungo possibile le condizioni di finanziamento favorevoli: se anche gli acquisti del Pepp dovessero contribuire a far salire l’inflazione temporaneamente oltre il target, questo potrebbe essere necessario pur di ancorare le aspettative sul nuovo target.

L’orientamento e il modo in cui vengono utilizzati i diversi strumenti nella cassetta degli attrezzi della Bce, per centrare il nuovo obiettivo, restano oggetto di discussione e verranno rivalutati al prossimo Consiglio direttivo del 22 luglio, la prima riunione che «darà applicazione alla nuova strategia». È prevedibile che come minimo la forward guidance verrà riscritta, per tener conto della modifica del target. Lagarde ha anche fatto sapere che lo stile della dichiarazione introduttiva cambierà dalla prossima riunione, sarà più diretta, più asciutta e per una volta non consentirà il confronto «parola per parola».

L’esito del Riesame approfondito ha riguardato anche un’apertura sul medio termine all’inclusione dei prezzi al consumo del mercato immobiliare residenziale nell’inflazione: sebbene lo IAPC resti «la misura dei prezzi più adeguata» è stata raccomandata l’inclusione «nel corso del tempo» delle abitazioni occupate dai proprietari: dando seguito all’indagine della Review che ha ascoltato anche le indicazioni dei cittadini. È stato infine annunciato un piano di azione connesso al cambiamento climatico, con una tabella di marcia che inizierà nel 2022 e si concluderà nel 2024 e che tra le tante tappe riguarderà l’eleggibilità delle obbligazioni societarie per gli acquisti del programma Cspp e le garanzie collaterali, con rating Bce interni “verdi” che potrebbero risultare più severi di quelli del mercato, ha ammonito Lagarde.

La prossima Strategy review è stata già programmata per il 2025: la Bce non aspetterà più 18 anni, tanti quanti sono passati dal precedente riesame del 2003: perchè il mondo cambia troppo velocemente.

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