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Bce: avanti con il Qe, rischio scarsità dei bond

Il consiglio della Banca centrale europea, nella sua riunione del mese scorso, ha suggerito che potrebbe allungare il programma di acquisto di titoli, il cosiddetto Qe, oltre la scadenza del marzo prossimo, secondo il resoconto della riunione pubblicato ieri. Il vicepresidente della Bce, Vitor Constancio, ha dichiarato a Washington che le notizie emerse nei giorni scorsi secondo cui il consiglio si starebbe avvicinando invece a un accordo per ridurre gradualmente (“tapering”) gli acquisti di titoli non sono corrette e che il consiglio non ne ha neppure discusso. Dal canto suo, il capo economista della banca, Peter Praet, in un discorso a New York, ha sostenuto che una riduzione dello stimolo monetario da parte della Bce bloccherebbe la ripresa economica. Indiscrezioni, raccolte nei giorni scorsi dall’agenzia Bloomberg e che avevano provocato forti reazioni di mercato, sostenevano che la Bce si preparerebbe al tapering.
«Il graduale ritorno della nostra economia a un percorso di crescita equilibrato – ha detto Praet – probabilmente entrerebbe in stallo e invertirebbe la marcia se l’espansione monetaria che al momento è incorporata nelle condizioni del credito fosse rimossa prematuramente».
Le minute del consiglio dell’8 settembre sostengono che l’inflazione di base, che non tiene conto degli elementi più volatili, come energia e alimentari, «non sta dando segni convincenti di un rialzo». Il tasso d’inflazione dell’eurozona è salito, nella stima preliminare di settembre, a 0,4%, ma resta molto lontano dall’obiettivo di avvicinarsi al 2% e, secondo le previsioni macroeconomiche diffuse il mese scorso, non lo raggiungerà almeno per i prossimi due anni. Costancio si è detto fiducioso però che l’inflazione torni sopra l’1% entro la primavera prossima. L’inflazione di base, o «core», è rimasta ferma allo 0,8%. Il documento osserva anche che le previsioni sono basate sulle aspettative dei mercati di una continuazione del Qe. Le minute confermano inoltre che i rischi sull’inflazione e la crescita dell’eurozona restano al ribasso. «È cruciale mantenere il significativo grado di stimolo monetario» contenuto nelle previsioni, dicono le minute.
Il consiglio riconosce invece i crescenti problemi nel reperire i titoli da comprare, come segnalato nella sua presentazione da Benoit Coeuré, il membro del comitato esecutivo con la responsabilità dei mercati: il programma, che prevede acquisti per 80 miliardi di euro al mese, sta incontrando difficoltà sempre maggiori di scarsità su alcuni Paesi, in particolare sui Bund tedeschi. Anche per questo, come annunciato in conferenza stampa dal presidente Mario Draghi, il consiglio ha dato mandato ai comitati tecnici di esplorare tutte le opzioni per assicurare la messa in atto del programma. Fin dal suo annuncio lo scorso anno, la Bce aveva precisato peraltro che intende continuare con il Qe finché l’inflazione non sia chiaramente su un percorso di convergenza verso l’obiettivo, come ha ribadito Constancio ieri. Le minute precisano che il consiglio si riserva di cambiare i parametri del Qe «in qualsiasi momento per raggiungere le quantità fissate».
Tra le opzioni al vaglio dei comitati, secondo economisti di mercato, possono esserci l’acquisto di titoli sotto il tasso dei depositi delle banche presso la Bce, l’allungamento delle scadenze, l’innalzamento del tetto sugli acquisti per singolo titolo e singolo emittente, l’acquisto non più sulla base delle quote di capitale, che ridurrebbe la domanda di titoli tedeschi, un’ipotesi, quest’ultima, considerata politicamente non percorribile. Le minute, come aveva detto anche Draghi, indicano che non c’è stata per il momento alcune discussione in consiglio delle varie opzioni, né dell’eventuale estensione oltre marzo 2017. Il consiglio ha ritenuto che a settembre non fosse ancora il caso di adottare ulteriori misure.

Alessandro Merli

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