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Bce, attenti a quei rating

La pandemia, con lo zampino delle agenzie di rating, potrebbe generare un cortocircuito negativo fra titoli di stato e banche nei paesi, come l’Italia, che camminano sul filo del rasoio dell’investment grade: lo scrive la Bce nel Financial Stability Review di maggio. Sebbene le misure di politica monetaria e fiscale possano attenuare gli effetti economici negativi per le imprese e le famiglie risultanti dalle misure di contenimento del coronavirus, «sussiste il rischio che le agenzie di rating possano declassare i titoli sovrani e/o le banche a seguito dell’aumento dei rischi di credito. Tale sviluppo potrebbe riattivare i cortocircuiti negativi nel collegamento banche-titoli di stato, in particolare per l’Italia e il Portogallo, nonché per la Spagna, dove i rating bancari sono più vicini al livello non investment grade». L’Eurotower ritiene comunque che «le riforme della risoluzione bancaria e del bail-in dovrebbero ridurre il rischio di tali cortocircuiti rispetto alle crisi passate. Tuttavia i benefici di queste riforme potrebbero essere più deboli se le banche non fossero in grado di raggiungere i propri obiettivi in termini di emissione di debito ammesso al bail-in».

A livello generale l’istituto di Francoforte sottolinea che la pandemia è stata uno shock sia a livello sociale che economico, ma le risposte politiche decisive hanno contribuito a prevenire una paralisi del sistema finanziario. Tuttavia, anche se i tassi di infezione stanno diminuendo in molti paesi, l’impatto sull’economia e sui mercati ha aumentato le vulnerabilità per la stabilità finanziaria dell’Eurozona. Potrebbero sorgere rischi nel momento in cui tali vulnerabilità interagissero con l’emergenza sanitaria. Esse includono i prezzi degli asset su livelli eccessivi, la fragilità dei fondi di investimento, la sostenibilità del debito sovrano e societario e la debole redditività delle banche.

«La pandemia ha causato una delle più forti contrazioni economiche della storia recente, ma misure politiche ad ampio raggio hanno evitato un tracollo finanziario», ha osservato il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos. «Tuttavia le ripercussioni della pandemia sulle prospettive di redditività delle banche e sulle finanze pubbliche nel medio termine dovranno essere affrontate, per far sì che il nostro sistema finanziario possa continuare a sostenere la ripresa economica».

L’azione delle banche centrali a livello globale, in particolare gli annunci della Bce sugli acquisti di asset su larga scala, hanno contribuito a stabilizzare le condizioni nei mercati. Inoltre tutti i paesi dell’Eurozona hanno annunciato pacchetti fiscali per attutire le conseguenze economiche della crisi per le famiglie e per le imprese.

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