Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bce, asta T-ltro al minimo Alle banche 15,5 miliardi

Che si sarebbe trattato di un’asta sotto tono, si era capito già nei giorni scorsi. Ma in pochi avevano azzardato un risultato così modesto: poco più di 15 miliardi e mezzo. È?quanto ha assegnato ieri la Bce nell’ambito della sua quinta T-Ltro, la serie di aste avviate nell’autunno dello scorso anno per finanziare i nuovi impieghi delle banche europee.
Le italiane, d’altronde, che finora hanno fatto la parte del leone con oltre il 25% della domanda, avevano lasciato intendere che si sarebbero in buona parte astenute dal batter cassa a Francoforte. Martedì Il Sole 24 Ore aveva anticipato che le richieste complessive avrebbero toccato i 2,7 miliardi, alla fine la Banca Popolare di Milano ci ha ripensato e con il prelievo di 250 milioni annunciato ieri l’ammontare finito alle banche italiane ha raggiunto i 2,96 miliardi: Ubi, come previsto, ha prenotato la quota maggiore (2 miliardi) e Carige ha prelevato 710 milioni di euro.
Complessivamente, si diceva, le banche dell’Eurozona hanno chiesto appena 15,5 miliardi, secondo quanto comunicato ieri da Francoforte. Le attese degli economisti erano comprese fra i 35 e i 120 miliardi, secondo Bloomberg, con una media a 70 miliardi. «Una domanda inferiore non era inaspettata, ma le dimensioni della riduzione sono una sorpresa», ha commentato Ken Wattret, economista di Bnp Paribas. Il mercato prevedeva una riduzione della domanda rispetto alle prime quattro aste, vale a dire gli 82,6 miliardi collocati alla prima, un anno fa, i 129,8 miliardi dicembre, i 97,8 miliardi di marzo e i 73,8 miliardi di tre mesi fa.
Un flop annunciato ma niente affatto drammatico, perché negli ultimi dodici mesi le condizioni di raccolta delle banche sembrano essersi normalizzate e gli istituti di credito sono tornati ad approvvigionarsi sul mercato. «Ormai si trova liquidità a tassi pari a zero», aveva dichiarato il ceo di UniCredit, Federico Ghizzoni, anticipando che la banca – dopo aver drenato quasi 17 miliardi nelle prime tre aste e saltato la quarta – avrebbe disertato anche la quinta. Posizione analoga per Intesa Sanpaolo, che con i suoi 27,6 miliardi rimane la banca più esposta sui fondi T-ltro, non irrilevanti all’interno di un piano che prevede una crescita del 40% dei nuovi impieghi nel corso del 2014. In sostanza, fanno notare le banche, la domanda di credito c’è e l’intenzione di soddisfarla pure, ma il fatto è che, oltre a una situazione dei tassi che rende lo 0,05% applicato per la T-ltro (paradossalmente) non così competitivo, gli istituti mediamente preferiscono diversificare il funding ed evitare un ingorgo di scadenze in concomitanza con la fine del programma della Bce.
«Abbiamo la prova che le banche che hanno usufruito maggiormente del programma sono quelle che hanno prestato di più alle piccole e medi e imprese, e che hanno ridotto maggiormente i tassi d’interesse offerti ai propri clienti», ha detto l’altroieri al Parlamento europeo il presidente della Bce, Mario Draghi.
A maggior ragione con un Qe dai tempi probabilmente più lunghi, anche le prossime le T-ltro sono probabilmente destinate a veder ridimensionato il proprio appeal, e così gli analisti hanno iniziato a rivedere al ribasso le stime sul gettito complessivo delle aste. Goldman Sachs, ad esempio, ha ridotto la forchetta a 420-495 miliardi, oltre cento in meno alle previsioni precedenti.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’Europa è pronta a smembrare i colossi del Web che non rispetteranno le nuove regole sul digital...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nessuna autorizzazione preventiva, o per meglio dire nessuna esenzione in bianco per salire oltre il...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Invenzioni, brevetti, e altre opere dell’ingegno sono sempre più un pilastro dell’economia mode...

Oggi sulla stampa