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Bce, arriva la svolta sulla trasparenza. Draghi: pubblici i verbali delle riunioni

FRANCOFORTE — Questa mattina l’attesa degli operatori finanziari si concentrerà anche sulla maggiore trasparenza nella Banca centrale europea e sul giudizio che il presidente Mario Draghi darà oggi pomeriggio, oltre che sulla politica monetaria e la crescita, anche sul piano di pubblicazione dei verbali segreti del Consiglio direttivo. L’organo decisionale della Bce, composto da 23 membri (sei membri del board incluso il presidente e 17 governatori dei Paesi dell’eurozona), è riunito da ieri sera in «conclave» a Francoforte, e in teoria potrebbe anche dare già oggi un primo orientamento verso una maggiore trasparenza.
Ad attirare l’attenzione dei mercati su uno dei temi più «caldi» fin dalla creazione dell’euro, era stato il presidente della Bce Mario Draghi. Il quale ieri, in un’intervista al quotidiano «Süddeutsche Zeitung» si era dichiarato favorevole alla pubblicazione dei «minutes», i verbali segreti (almeno per i prossimi trent’anni) delle riunioni quindicinali del Consiglio direttivo della Bce, mentre le altre grandi banche centrali internazionali, come la Fed, pubblicano i resoconti dei rispettivi consigli circa un mese dopo. Secondo il presidente di Eurotower, la pubblicazione dei verbali è dunque «uno dei prossimi passi necessari» da compiere. E per questo, ha preannunciato che «il board della Bce sottoporrà una proposta in merito, alla discussione e alla decisione del Consiglio direttivo».
In pratica, il supremo custode della moneta unica si è schierato dalla parte di altri membri del board, che negli ultimi giorni si erano pronunciati a favore di una pubblicazione dei verbali segreti. Il primo era stato il capo economista Peter Praet (in un’intervista con il Corriere ), seguito dal membro francese Benoît Coeuré e dal tedesco Jörg Asmussen. E secondo quest’ultimo sarebbe particolarmente importante che «i verbali (pubblicati) debbano contenere anche il nome di chi ha votato a favore (di una decisione) e con quale motivazione».
Ma il tema rimane controverso fra i critici, i quali temono che dopo la pubblicazione dei verbali aumenti la pressione dei governi su singoli governatori che hanno votato per una politica monetaria europea, anche se non direttamente favorevole al loro Paese di provenienza. Il tema ha riacquistato attualità soprattutto dopo l’opposizione pubblica da parte della Bundesbank alle misure di acquisto di titoli sovrani dei Paesi in difficoltà da parte della Bce, che sembra aver aperto la strada a una nuova interpretazione, più «nazionale», della posizione dei governatori nel Consiglio.
Attraverso una maggiore trasparenza i mercati finanziari potrebbero ottenere più chiarezza e orientamento sulle decisioni di politica monetaria e il prossimo corso dei più importanti custodi della moneta unica. I quali, fra l’altro, un mese fa hanno deciso di rompere con la tradizione e di fornire una chiara indicazione di forward guidance, di un orientamento espansivo della politica monetaria, con tassi di interesse costanti o al ribasso per un periodo prolungato di tempo. E quindi un ritocco dei tassi, come preannunciato anche da Praet, potrebbe essere attuato oggi, anche se gli esperti si attendono provvedimenti nei mesi futuri. In attesa di Bce e Fed le Borse sono rimaste caute, con il Ftse Mib di Milano in calo dello 0,37%.

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