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Bce all’Italia: attenti al deficit

È «una sfida cruciale» per il nuovo Governo italiano mantenere l’obiettivo del deficit sotto il 3%, obiettivo a rischio a causa del peggioramento della situazione economica, sostiene il bollettino mensile della Banca centrale europea. «Abbiamo già rassicurato la Bce», risponde da Roma il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, secondo cui l’Italia resterà «assolutamente» sotto il 3% nel 2013. Intanto, il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, che oggi sarà a Roma per l’incontro sulla disoccupazione giovanile con i suoi colleghi di Italia, Francia e Spagna, sollecita il Governo ad applicare velocemente le riforme strutturali per ottenere un effetto duraturo sulla crescita. Ma dice no all’esclusione degli investimenti dal calcolo del deficit, come proposto dal presidente del Consiglio, Enrico Letta.
Nel suo bollettino di giugno, la Bce rileva che l’Italia è uno dei sei Paesi il cui deficit non ha superato il 3% nel 2012, ma che è anche uno dei cinque che hanno un debito superiore al 100% del prodotto interno lordo. Il documento sostiene che il nostro Paese deve «attenersi con rigore al percorso di moderazione del disavanzo specificato nell’aggiornamento per il 2013 del programma di stabilità concordato con l’Europa, al fine di ridurre al minimo il rischio che, nel prossimo futuro, venga superato di nuovo il valore di riferimento del 3% del Pil. Si tratta di una sfida cruciale per la politica di bilancio del nuovo Governo». Il documento dell’Eurotower ricorda che ci sono rischi sulla riduzione del disavanzo a causa soprattutto di «una evoluzione macroeconomica peggiore delle aspettative, ma anche un rallentamento delle entrate rispetto alle dinamiche ipotizzate, nonché maggiori spese». La Bce ricorda però che in tutta Europa le previsioni di crescita per il 2014 contenute nei programmi di stabilità sono ottimistiche e questo potrebbe comportare la necessità di manovre aggiuntive. Nel caso dell’Italia, l’ultima previsione della Commissione è dello 0,7, contro l’1,3% indicato nel programma. Anche la previsione di contrazione dell’1,3% per il 2013 è considerata da molti economisti ottimista. L’istituto di Francoforte ricorda anche che nel 2013 il rapporto debito/pil raggiungerà il 130 per cento.
Il risanamento, dice il bollettino, in riferimento a tutta l’Eurozona, va fatto non con una tantum e misure provvisorie, ma con tagli alla spesa meno produttiva e un ampliamento della base imponibile e la lotta all’evasione.
La Bce nota che le condizioni delle emissioni di debito pubblico sono migliorate e il ritorno degli investitori stranieri, ma lamenta che i tassi d’interesse applicati alle imprese restino elevati, in Italia come in Spagna. Sorprendentemente, Schäuble, in un’intervista all’agenzia Ansa, ritiene che non sia così. «Il costo del credito è basso in prospettiva storica», secondo il ministro tedesco e comunque può scendere «se le condizioni di contorno sono quelle giuste, le riforme funzionano, il debito cala e la competitività sale».
Schäuble si è detto fiducioso che il Governo Letta porterà avanti le riforme avviate dal Governo Monti e ha sostenuto che l’applicazione «veloce e coerente» delle riforme strutturali può avere un effetto forte e duraturo sulla crescita. L’esclusione degli investimenti dal calcolo del deficit, però, è «la strada sbagliata. Non dobbiamo dare neppure l’impressione di allentare il patto di stabilità», ha detto, pena la perdita della fiducia faticosamente conquistata.
Per una coincidenza l’ex primo ministro Mario Monti era ieri a Berlino dove, come vincitore del premio per la leadership della scuola di management Esmt lo scorso anno, ha pronunciato la laudatio per il presidente della Bce, Mario Draghi, vincitore quest’anno. Draghi ha mandato un video in cui ha nuovamente difeso il piano Omt per l’acquisto di debito dei Paesi dell’Eurozona in difficoltà, piano questa settimana sotto esame alla Corte costituzionale tedesca. «L’Omt – ha ribadito Draghi – era necessario, è stato efficace ed è dentro il nostro mandato».

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