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Bce, alle banche italiane 14,3 miliardi in asta Tltro

Le banche europee continunano ad attingere al rubinetto di liquidità a basso costo della Bce: alla quarta asta del T-Ltro (targeted longer-term refinancing), 128 istituti del Vecchio Continente hanno ottenuto 73,8 miliardi di euro. Una cifra tendenzialmente in linea con le stime degli analisti, che si attendevano una domanda di circa 75 miliardi, considerato valore mediano secondo i dati Bloomberg. Di questi, circa 14,3 miliardi sono andati alle banche italiane, poco meno di un quinto del totale. 
Il T-Ltro (le cui aste sono finalizzate alla raccolta di denaro che dovrà essere “girato” alle imprese, pena una restituzione anticipata a Francoforte) continua insomma a mostrare tutto il suo appeal come strumento di funding, anche in un contesto fortemente espansivo quale è il Quantitative easing. Nessun rischio di “cannibalizzazione”, insomma.
Nel contempo la buona domanda segnala quanto tra le banche ci sia fiducia nella crescita della domanda di credito. Non è un caso che, come indicato anche nell’ultima ricerca sul lending della Bce, in aprile sia aumentata del 40% la quota di banche che prevede un incremento della richiesta di prestiti nei prossimi tre mesi. Peraltro, come fanno notare gli analisti di Barclays, il taglio medio delle richieste degli istituti è superiore a quello delle prime due aste dell’anno (0,6 miliardi contro 0,3 e 0,4, rispettivamente). Questo lascerebbe supporre «una più ampia partecipazione (a quest’ultima asta, ndr) delle banche più grandi, che hanno il maggiore potenziale di supportare i prestiti all’economia reale», spiega in un report Giuseppe Maraffino, analista di Barclays.Va detto che il totale assegnato ieri è il più basso di tutte le quattro aste tenute fino ad ora da Francoforte: i 73,8 miliardi concessi ieri si confrontano con gli 82 erogati a settembre 2014,il picco di 130 miliardi di dicembre e i 98 miliardi dati ad aprile. «I risultati del T-Ltro danno sostegno alla nostra view di una graduale ripresa dei prestiti nei prossimi trimestri», aggiungono gli analisti di Barclays.
Nel dettaglio, le italiane hanno ottenuto complessivamente circa 14 miliardi. Rispettati i pronostici della vigilia: come anticipato dal Sole 24 Ore (si veda articolo di martedì 16 giugno) a fare la parte del leone è stata Intesa Sanpaolo, che ha partecipato all’operazione per 5 miliardi, portando la liquidità ottenuta con le Tltro nel 2015 a quota 15 miliardi (dopo i 12,6 del 2014). Per il consigliere delegato Carlo Messina «é un’ulteriore dimostrazione dell’impegno della banca nel sostegno alla ripresa economica in atto nel Paese», è stato il commento a margine del forum economico di San Pietroburgo. «Si tratta di cifre rilevanti, che sono sostenibili grazie alla solidità dei nostri bilanci e che mettiamo a disposizione delle imprese per uno sviluppo degli investimenti e a supporto delle famiglie», ha aggiunto il manager.
Ad attingere allo sportello della Bce è stato anche il Banco Popolare (3,2 miliardi) così come Mps (1,25 miliardi), Iccrea (1,3) Credem e Bpm (1 miliardo circa), Veneto Banca (614 milioni), Popolare di Vicenza (600) e Mediobanca (400). A non partecipare all’asta, invece, sono state UniCredit, Ubi Banca, Bper, Carige, Creval, Popolare di Sondrio.
Con gli oltre 14 miliardi assorbiti ieri, sale dunque a quasi 110 miliardi la somma che oggi le banche italiane hanno raccolto tramite le aste T-Ltro. Fondi che hanno scadenza settembre 2018 e che sono stati assegnati dalla Bce a un tasso fisso dello 0,05% per contribuire alla rivitalizzazione dell’econonomia europea. Non è da escludere, tuttavia, che parte di questa liquidità, almeno nel breve termine, venga reinvestita dagli istituti per migliorare una profittabilità che rimane anemica.
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