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Bce allarga le cartolarizzazioni nel calcolo Tltro

I prestiti a imprese e famiglie cartolarizzati nelle cosiddette operazioni «self-securitised», ovvero le asset-backed securities emesse dalle banche e riacquistate al 100% per creare collaterale da usare nei finanziamenti della Bce, potranno concorrere al calcolo della massa totale degli impieghi ai fini della partecipazione nella terza serie TLTRO(targeted longer-term refinancing operations), i finanziamenti a medio termine mirati all’economia.

E’ quanto emerge nella documentazione legale pubblicata ieri dalla Bce, contenente i dettagli sulla terza serie di questi speciali finanziamenti con durata di due anni, disponibili sette volte tra il settembre 2019 e il marzo 2021. L’ampliamento della gamma dei prestiti conteggiati con le auto-cartolarizzazioni, una novità rispetto alle due precedenti TLTRO, rappresenta un’importante vittoria per l’ABI, che ha fortemente richiesto questa modifica: i prestiti self-securitised, che hanno volumi molto consistenti in Italia, rientranno per la prima volta nel calcolo della massa dei finanziamenti concessi a imprese e famiglie(il 30% dello stock di prestiti con i requisiti necessari al 28 febbraio scorso), con un impatto positivo e di rilievo per le banche italiane.

Questa novità non avrà impatto sulla misurazione della “virtuosità” delle banche, che dipenderà dall’ammontare dei nuovi prestiti a imprese e famiglie, esclusi i mutui ipotecari: le banche più virtuose potranno ambire a condizioni migliori rispetto al tasso MRO maggiorato dello 0,10%, fino al tasso delle deposit facilities (ora -0,40%) maggiorato dello 0,10%. La terza serie delle TLTRO, rispetto alle due precedenti, presenta un’altra novità: il tasso è variabile, cambia nel corso della vita del prestito in base ai cambiamenti dei tassi di riferimento. Se la Bce dovesse tagliare ulteriormente il tasso delle deposit facilities, tra il settembre 2019 e il marzo 2021, questo avrebbe un immediato impatto sulle TLTRO III.

I finanziamenti in essere erogati finora con le TLTRO, stando a calcoli di mercato, ammontano a circa 715 miliardi (di cui le banche italiane risultano le principali beneficiarie con 270-280 miliardi), divisi in quattro operazioni che scadranno nel giugno 2020 (380 miliardi), settembre 2020 (44 miliardi), dicembre 2020 (61 miliardi) e marzo 2021 (230 miliardi). Per evitare di cadere in questi “baratri”, in particoalre le due maxi-scadenze in un momento in cui le banche devono già soddisfare i pesanti requisiti di raccolta Mrel e Tlac, la Bce ha deciso lo scorso 7 marzo di lanciare la terza TLTRO e consentire un ennesimo roll-over, a condizioni meno generose che potrebbero disincentivare alcune banche al rinnovo, facendo calare il volume totale dell’erogato.

Le TLTRO III fanno parte del “pacchetto” di misure a disposizione della Bce (forward guidance, taglio dei tassi e riapertura dell’APP) e sono conservatrici. Chiudere questo rubinetto avrebbe testato la profondità del mercato interbancario (ora incerta e dunque con il rischio di un esito non desiderato restrittivo) in un momento in cui la Bce avverte la necessità di continuare l’ampio accomodamento monetario e semmai rafforzarlo.

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