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«Bce, acquisto di titoli su larga scala»

La dinamica dei prezzi al consumo «resta pericolosamente debole», rendendo più difficile la ripresa dell’economia e del credito, avverte il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco per il quale «non siamo in deflazione ma i rischi non possono più essere ignorati». Questo vuole dire che se le nuove informazioni sull’inflazione confermeranno la persistenza o addirittura l’aggravarsi dei rischi per la stabilità dei prezzi nell’area euro «occorrerà avviare, con tempestività, ulteriori interventi di acquisti di titoli su larga scala». 
Visco parla alla Camera, in commissione Finanze, che lo vuole sentire sull’unione bancaria, e ai deputati conferma che la Bce esaminerà a breve, già nella prossima riunione del consiglio direttivo del 22 gennaio, la possibilità di avviare un programma di Quantitative easing (Qe) cioè anche di acquisto massiccio di titoli pubblici. Nel consiglio della Banca centrale europea «siamo in molti a sostenere che si debba andare nella direzione del contenimento di questi rischi», afferma. Quanto all’opposizione del capo della Bundesbank, Jens Weidmann, osserva che la sua resistenza si è attenuata. «Weidmann non dice più che il Qe nella zona euro sia vietato, bensì che non sia opportuno».
Il governatore della Banca d’Italia nel suo intervento in Parlamento torna a tratteggiare un quadro severo del futuro dell’economia, pur indicando nel prossimo anno, anche grazie agli interventi di sostegno della Bce, la ripresa del credito a imprese e famiglie. Ma la politica monetaria da sola, aggiunge, non basta, bisogna rafforzare i presupposti istituzionali della moneta unica. All’unione bancaria dovrà seguire la creazione di un bilancio pubblico comune, dice, osservando che non tutti i rischi di rottura dell’euro sono scongiurati «per sempre».
I pericoli sono molti e proprio ieri le Borse europee sono affondate, bruciando 200 miliardi, non solo sui timori di una crescita sempre più debole ma soprattutto sulle preoccupazioni per la crisi economica della Russia, aggravata dalla rapida discesa del prezzo del petrolio. Il rublo, che dall’inizio dell’anno ha perso il 50%, ieri ha toccato i nuovi minimi storici (per un euro occorrono 78 rubli, per un dollaro 60) e la Banca centrale russa, per tentare di arrestarne il crollo, ha di nuovo alzato il tasso di riferimento, stavolta di ben 6,5 punti: dal 10,5% al 17%.
Piazza Affari è stata la peggiore chiudendo a 18.078 punti (-2,81%). Titoli bancari in caduta, con Mps in calo dell’8,14% a 0,52 euro e Carige in discesa del 7,09% a 0,059 euro. Sulle due banche, respinte allo stress test della Bce , Visco però è rassicurante. «La Banca d’Italia seguirà l’attuazione dei piani di rafforzamento di Monte dei Paschi e di Carige, che sono stati approvati nei giorni scorsi dal Consiglio di vigilanza dell’Eurotower ed «opererà per un’efficace e tempestiva adozione delle misure previste».

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