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Bcc Roma sale in Iccrea e punta al 10%

Il consiglio di amministrazione della Bcc di Roma ha approvato ieri la proposta di acquistare dalla partecipata Iccrea 75 mila azioni a un valore di 3,96 milioni di euro attraverso un’offerta irrevocabile entro il 30 agosto. Le azioni sono quelle messe in vendita da Cassa centrale banca, che ne ha già cedute una parte alle Bcc azioniste di Iccrea, L’operazione in corso ora rappresenta la terza tranche; la quarta sarà ceduta entro il 2022. Con questa operazione la banca presieduta da Filippo Liberati – che negli anni precedenti aveva proceduto a comprare azioni anche da altri soci uscenti altoatesini con accordi one to one – sale al 7,8 per cento del capitale di Iccrea dal 5% posseduto alla nascita del gruppo. E punta, attraverso le prossime acquisizioni, a salire fino al 10 per cento del capitale.

In prospettiva il gruppo bancario del credito cooperativo avrà alcuni azionisti che ne esprimeranno la linea di indirizzo e che saranno rappresentati dalla banca romana, la maggiore del credito cooperativo, e dalle Bcc della federazione lombarda. Il cda della Bcc Roma ha approvato anche la semestrale che mostra un risultato netto di 24,8 milioni di euro con una crescita del 36,3% (l’utile 2020 è stato di 36 milioni) anche per effetto della partecipazione al gruppo Iccrea.

Il margine di interesse semestrale è di 114,6 milioni di euro (+6,8%) e il margine di intermediazione di 166,9 milioni di euro (+6,9%).

Interessanti i dati sulle operazioni garantite dallo Stato che in qualche modo anticipano i trend che si stanno affermando a livello generale. L’andamento delle moratorie (il dato è più aggiornato delle rilevazioni di Banca d’Italia comunicate alla task force sulle liquidità) mostrano una riduzione di oltre il 60% rispetto ai valori iniziali. «All’inizio la consistenza era pari a 1,5 miliardi. Circa 500 milioni di moratorie sono andate a scadenza. Del restante miliardo, i titolari di operazioni per più di 500 milioni hanno scelto di ricominciare a pagare, un dato che ci ha sorpreso positivamente», spiega Roberto Gandolfo, dg della banca. Sono rimaste in essere operazioni per 484 milioni: commercio e turismo i settori con maggiori difficoltà.

In tema di prestiti garantiti alla data del 17 luglio era stato erogato oltre un miliardo di euro di finanziamenti con garanzia del fondo per le Pmi a 2.981 imprese (oltre i 30 mila euro) e 237 milioni di euro a 12.221 entro i 30 mila euro. Negli ultimi due mesi è stato registrato un forte aumento delle richieste soprattutto per fare investimenti da parte di Pmi del settore manifatturiero, aziende che lavorano su commesse, ma anche settore alberghiero.

Durante i primi 6 mesi dell’anno gli impieghi per finanziamenti alla clientela sono cresciuti del 4,4% (+12% rispetto al 30 giugno 2020) raggiungendo i 9,2 miliardi di euro.

Positivo l’andamento dei crediti deteriorati lordi. L’incidenza sul totale degli impieghi si è attestata all’8,8%, in linea con quanto registrato a dicembre 2020, ma in diminuzione rispetto al 10,5% di giugno 2020.

È cresciuta anche la raccolta totale, che ha toccato i 13,4 miliardi di euro, con un aumento del 5,1% nei primi 2 trimestri (+11,1% rispetto a giugno 2020). In particolare la raccolta indiretta ha evidenziato nei primi 6 mesi un incremento del 7,9% portandosi a 2,7 miliardi.

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