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Bcc, è l’ora delle nozze

«Per un settore, quale quello del credito cooperativo, procedere con operazioni di aggregazione è una necessità urgente»: l’esortazione è del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che ha svolto le considerazioni finali a Roma. Il coefficiente di solvibilità delle Bcc è cresciuto di soli due punti percentuali, mentre per il totale del sistema bancario l’aumento è stato di circa sette punti. Ne è derivato anche un limite alla capacità di far fronte al peggioramento della qualità dei prestiti: oggi gli istituti registrano un’incidenza delle esposizioni deteriorate più elevata e un tasso di copertura più basso rispetto alla media di sistema.«La riforma in corso di attuazione», ha proseguito Visco, «consentirà alle Bcc di continuare a sostenere con efficacia le economie locali anche nel nuovo contesto regolamentare, mantenendo allo stesso tempo lo spirito mutualistico che le contraddistingue. I sistemi di garanzia solidale previsti dai contratti di coesione e il ricorso alle risorse patrimoniali che, grazie alla riforma, le nuove capogruppo potranno raccogliere sul mercato, permetteranno di risolvere nel modo più efficace eventuali situazioni di difficoltà». In assenza dei gruppi, infatti, la legge richiederebbe di gestire le crisi di singole Bcc con soluzioni di tipo liquidatorio. Il miglioramento dell’efficienza e la rimozione degli ostacoli al reperimento di capitale di rischio sul mercato consentiranno ai gruppi in via di costituzione di far fronte alle sfide poste dal nuovo contesto.

Il numero uno di via Nazionale si è quindi soffermato sul sistema bancario in generale, osservando che «preservare la fiducia dei clienti è un dovere degli intermediari: è anche uno strumento per accrescere la capacità competitiva, ed è essenziale per la sostenibilità delle strategie delle banche nel nuovo contesto operativo e di mercato».

La situazione degli istituti è comunque migliorata: «Negli ultimi anni si sono ridotti sia l’esposizione delle banche nei confronti del settore pubblico, sia l’ammontare dei crediti deteriorati. La prima è scesa di oltre un quarto, a circa 300 miliardi, rispetto al picco di inizio 2015. Il secondo ha registrato un calo di quasi un terzo al netto delle rettifiche di valore, a 135 miliardi, rispetto alla fine del 2015. Il tasso di copertura, ovvero il rapporto tra la consistenza delle rettifiche di valore e l’ammontare lordo dei prestiti deteriorati, ha raggiunto il 53%: un livello sensibilmente superiore a quello medio delle principali banche europee».

Visco ha quindi dedicato un passaggio del suo discorso alla Bce, affermando che l’incertezza sulla direzione dell’inflazione nell’Eurozona «induce a procedere con prudenza» verso la normalizzazione della politica monetaria: «Finora la ricalibrazione degli interventi è avvenuta senza suscitare le tensioni sui mercati finanziari e gli aumenti repentini dei rendimenti di lungo termine paventati da diversi osservatori». In ogni caso, «la normalizzazione rifletterà il progressivo consolidamento dell’attività economica e la necessità di un atteggiamento cauto è avvalorata anche dai risultati, in termini di crescita e inflazione, ottenuti negli Stati Uniti».

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