Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bcc, Cassa centrale prepara la seconda capogruppo

«Non è più il tempo della visione, ma quello della costruzione. Dobbiamo dare risposte concrete alle banche e per questo presentiamo il nostro progetto». Il presidente di Cassa Centrale Banca, Giorgio Fracalossi, non lascia spazio a dubbi: oggi a Verona sarà presentata ufficialmente la “seconda” capogruppo del credito cooperativo italiano, polo alternativo a quello che nascerà attorno alla federazione nazionale Federcasse e a Iccrea Banca. Non sembra quindi aver portato risultati l’ultimo appello all’unità lanciato nei giorni scorsi dal presidente di Federcasse, Alessandro Azzi: «Ci sono visioni diverse», ammette Fracalossi. La riforma delle Bcc prevede la nascita di una o più capogruppo con almeno un miliardo di patrimonio. La pubblicazione delle disposizioni attuative di Banca d’Italia è attesa per novembre e farà scattare i 18 mesi di tempo per adeguarsi alle nuove norme. Cassa Centrale vuole tuttavia stringere i tempi: l’obiettivo è rendere operativo il nuovo gruppo già all’inizio del 2018 e quindi tutte le operazioni propedeutiche dovranno essere completate entro la fine del 2017. Tra queste ci sarà un aumento di capitale da 600 milioni, che unito ai 300 milioni di patrimonio attuale e ai 200 milioni derivanti dal consolidamento delle società controllate porterà la capogruppo oltre il limite previsto dalla riforma. Un aiuto importante sul fronte patrimoniale potrà arrivare dai soci di Dz Bank: il colosso tedesco controlla il 25% di Cassa Centrale e con ogni probabilità proprio oggi annuncerà il suo sostegno al progetto. Il programma del convegno veronese prevede infatti un intervento di Lars Hille, componente del board of directors di Dz Bank: «Dirà delle parole importanti», ammette Fracalossi. Quanto ai numeri, il piano di Cassa Centrale è costruito sulla base di un modello che prevede l’adesione di 89 Bcc, ma naturalmente per avere le cifre concrete bisognerà aspettare. Di certo l’interesse non sembra mancare, dato che a Verona erano state invitate inizialmente circa 130 Bcc, ma ne arriveranno invece 170 e provenienti da tutta Italia: se il motore del progetto è la trentina Cassa Centrale, le sue potenzialità sembrano quindi andare oltre a quelle di un semplice “polo del Nord”, soprattutto considerando che le Banche di credito cooperativo italiane sono complessivamente circa 350, di cui una cinquantina altoatesine. La cosa fondamentale, sottolinea Fracalossi, è comunque che «non si perda il ruolo centrale della singola Bcc e del suo rapporto con il territorio, altrimenti non c’è riforma che tenga». Nei prossimi mesi si capirà quante banche passeranno dal semplice interesse all’adesione concreta.

Paolo Paronetto

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sarà un’altra estate con la gatta Mps da pelare. Secondo più interlocutori, l’Unicredit di And...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«La sentenza dice che non è possibile fare discriminazioni e che chi gestisce un sistema operativo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un nuovo “contratto di rioccupazione” con sgravi contributivi totali di sei mesi per i datori di...

Oggi sulla stampa