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Bcc, al via l’esame della Bce sul patrimonio dei nuovi gruppi

Parte questa settimana la valutazione della solidità patrimoniale dei gruppi di credito cooperativo, Iccrea e Cassa centrale banca, da parte dalla Banca centrale europea. Vengono inviati in questi giorni i template, i modelli che gli istituti devono compilare per rispondere ai quesiti della vigilanza europea sulla classificazione di tutte le posizioni – crediti, investimenti, partecipazioni, titoli etc – per valutare l’adeguatezza degli accantonamenti patrimoniali rispetto ai rischi. È la prima parte del comprehensive assessment, la valutazione che parte con l’asset quality review e al quale seguiranno, in primavera, gli stress test. Le due nuove realtà bancarie si sono preparate per tempo all’appuntamento – tra operazioni di derisking con le cessione di Npl ed emissioni obbligazionarie – per cui non trapelano particolari preoccupazioni. L’esito dello Srep, il processo di revisione e valutazione prudenziale comunicato dalla Bce alle banche in ottobre, aveva già indicato il percorso da intraprendere per fare fronte a eventuali carenze. La capogruppo Iccrea, ad esempio, aveva emesso in autunno un subordinato Tier2 per prevenire potenziali lacune di capitale. Quell’emissione, però,sarà importante anche ai fini della costituzione del cuscinetto delle passività che la direttiva sul bail in (Brrd) ha resto obbligatorio per garantire una risoluzione ordinata in caso di crisi. L’aspetto interessante che sta emergendo in queste settimane dall’interlocuzione con le autorità europee – con il Single resolution board, che fissa la soglia di quel cuscinetto, denominato Mrel – è che per il credito cooperativo potrebbe essere definito un “Mrel tailor made”, su misura rispetto alle peculiarità dei gruppi. I contatti sono in corso e la soglia del Mrel verrà comunicata ai due gruppi tra marzo e aprile: è già stato stabilito che in una prima fase nel calcolo del cuscinetto saranno incluse le emissioni della capogruppo, come il bond Tier2 da 400 milioni di Icrrea, ma anche i bond emessi dalle singole Bcc. Questo approccio è provvisorio perchè il Ssb sta valutando la strada migliore tra applicare il Mrel solo alla capogruppo e alle Bcc maggiori, oppure se estendere l’obbligo a tutte le banche del gruppo. La questione non è da poco e, a seconda della scelta, aumenterà o meno la necessità per la capogruppo di emettere strumenti obbligazionari ad hoc. Dovrebbe comunque essere previsto un periodo transitorio per rispettare la soglia Mrel di un paio di anni.

Per l’asset quality review la vigilanza sta prendendo a riferimento i dati di bilancio, non è ancora chiaro se quelli al 30 settembre 2019 o di fine anno – seppure ancora sotto forma di preconsuntivo – che terrebbero conto anche di ulteriori azioni di derisking e di cessioni fatte dalle Bcc. I due gruppi approveranno i dati definitivi dell’esercizio 2019 a fine marzo. Per la fine di quel mese è prevista anche l’approvazione dei piani industriali (il gruppo diretto da Mauro Pastore,ad esempio,aveva deciso di rivedere il proprio piano nel settembre scorso, nonostante ne avesse già presentato uno alla Bce il precedente dg, Leonardo Rubattu).

Aspetto delicato nella fase degli stress test, che dovrebbe partire ad aprile, sarà la consistenza di titoli di Stato nel portafoglio dei gruppi e che è strettamente legata al modello di operatività delle Bcc. La concentrazione rispetto è al totale dell’attivo è molto più alta rispetto alle banche tradizionale: il 30% rispetto a una media del 10 per cento. È possibile, come del resto accade anche con le spa, che la vigilanza richieda un incremento di ponderazione dei rischi – complessivi e non legati al rischio defalut dello Stato italiano perchè le norme europee ancora non lo prevedono. Ma l’auspicio è che si tenga conto del modello di business delle Bcc e, come del resto sottolineato anche dalla Banca d’Italia, si tenga presente la sostanziale inutilità di assegnare una rischiosità ai titoli di Stato come se, in caso di fallimento di un paese, il problema si limitasse all’insolvenza su quei titoli e non a un’intera economia che collasserebbe.

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